In una serata in cui tutta l’Italia si ferma per vedere la
propria nazionale impegnata nella finale degli europei, prende l’avvio la
13° edizione della rassegna Maremetraggio con il primo film in
programmazione La Kriptonite nella
borsa di Ivan Cotroneo, proiettato, non nella Piazza Verdi, presa
d’assalto dai tifosi, ma nella sede del Teatro Miela la cui sala si
presentava, nonostante tutto, abbastanza popolata.
Sicuramente gli spettatori presenti hanno avuto ragione della loro scelta,
aldilà degli scarsi risultati calcistici ottenuti, in quanto la pellicola
risulta essere un ottimo esempio della nuova cinematografia italiana, tanto
da aver ottenuto ben cinque nomination al David di Donatello 2012 e due
nominations al Nastro D’argento.
La Trama: Nella Napoli degli anni’70 vive Peppino, ragazzino timido e poco
popolare, che, grazie all’aiuto dell’immaginario cugino Gennaro, ritornato a
“vegliare” su Peppino nelle vesti di Superman, cerca di crescere all’interno
di una inusuale e strampalata famiglia.
Lontano dall’affetto della madre - una straordinaria Valeria Golino - caduta
in depressione dopo la scoperta del tradimento del marito, Peppino si
ritrova ad accompagnare gli scatenati zii hippie nel caotico e colorato
mondo “seventies”, fino alla conclusione finale dove il tutto trova una sua
soluzione, anche se forse quest’ultima risulta un po’ banale ed affrettata
rispetto al resto del film che invece appare molto ben costruito, ricco di
trovate interessanti e spunti divertenti. Tra questi meritano una di essere
menzionati l’impacciato tentativo del padre di Peppino di fargli superare il
trauma della morte attraverso i tre poveri pulcini che alla fine invece
risulteranno destinati a breve vita e la meticolosità con cui il cugino
studia da anni lo stesso libro per il suo primo esame universitario “perche
è il primo e ci tengo a fare bene”.
L’opera dello sceneggiatore napoletano, già autore della serie televisiva
“Tutti pazzi per amore” propone una storia leggera e drammatica allo stesso
tempo, trovando un’inusuale escamotage per raccontare gli alti e bassi di
una famiglia “media” che vive e si nutre di piccoli espedienti cercando di
sfuggire alla rutine della vita quotidiana. Personaggi tanto stravaganti
quanto, in fondo, profondamente infelici. Raccontati attraverso gli occhi di
un dolce ragazzino che nonostante la miopia li cattura nel loro colorato e
più sincero modo d’essere. Il tutto ben accompagnato da una bella ed
azzeccata colonna sonora che contribuisce a trasportarci per un po’ ai
confini della realtà, per guardare il mondo con un po’ di distacco e, di
conseguenza, riderci un po’ su.
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