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Non credo si possa paragonare LA MEGLIO
GIOVENTÙ a NOVECENTO, come anche su questo stesso sito è stato scritto.
Paragonarli è come dire che “La Divina Commedia” e “Cuore” sono la stessa
cosa. NOVECENTO è un kolossal, nato per il cinema. La pellicola di Giordana
è un film di sei ore che nasce per la Tv, e che fortunatamente - grazie a
Cannes, dove ha vinto nella prestigiosa sezione Un certain regard – non
viene relegato a quella visione ridotta ma prorompe sul grande schermo. Non
so se finirà a breve nella rubrica DA RECUPERARE, e mi auguro di no, ma è un
altro di quei film che oramai, come mio solito, definisco "immeritati": un
altro prodotto che noi Italiani non ci meritiamo. E’ la dimensione intimista
che conta, ne LA MEGLIO GIOVENTÙ, per questo non sono d’accordo con chi
afferma che ricorda NOVECENTO: non c’è la musica invadente del film di
Bertolucci, né il grande attore. Né si può dire di Giordana che racconti la
storia di Italia attraverso le vicissitudini della famiglia Carati, perchè
lo ridurremmo a LE AVVENTURE DEL GIOVANE INDIANA JONES. LA MEGLIO GIOVENTÙ è
la storia di una famiglia che passa attraverso alcuni accadimenti storici:
l’alluvione di Firenze, il ‘68, la sconfitta dell’Italia con la Corea,
Basaglia, il ‘76, e più recentemente la strage di Capaci, e tangentopoli. Ma
non ne tocca moltissimi altri. Non tocca Pasolini, ad esempio (a cui
Giordana a dedicato il prezioso PASOLINI – UN DELITTO ITALIANO), se non
nella citazione del titolo. Né Ustica. Mentre è presente il terrorismo delle
BR, ma non quello dell’11 settembre. Insomma, intimista, a suo modo, anche
negli avvenimenti storici che lambisce o che affronta. Ciò che colpisce è la
bravura dei protagonisti, tutti, nessuno escluso. E che Luigi Locascio
(Nicola Carati), Alessio Boni (Matteo Carati) e Fabrizio Gifuni (Carlo
Tommasi) siano amici anche nella vita si sente profondamente - tanto che
tutte le volte che appaiono assieme la macchina filmica ingrana una marcia:
perciò un ottima scelta da parte di Giordana – nata quasi per caso, come ci
racconta il press book del film, ma sicuramente vincente. E vincente è anche
la scelta del duo Rulli e Petraglia (si legga l’intervista nel nostro
speciale) che ci regala sequenze di grande poesia – ma la più commovente,
“l’abbraccio” finale tra i due fratelli, è invece nata sul momento. LA
MEGLIO GIOVENTÙ – spero di non essere smentito – potrebbe avere ottimo
successo negli Stati Uniti, dove qualcuno lo potrebbe paragonare a C’ERA UNA
VOLTA IN AMERICA, di Sergio Leone. E ci sarebbe da augurarselo, visto che –
e qui temo di non essere smentito – non credo che la RAI rispetterà
l’impegno di trasmetterlo a dicembre, preferendogli il solito quiz serale
richiama audience. Di certo, comunque, c’era la commozione, vera, di Marco
Tullio Giordana alla fine della proiezione, verso l’una di notte, per la
molta gente che era rimasta a seguire le vicende della famiglia Carati.
Qualcuno, all’uscita del cinema, ha fatto lo spiritoso, chiedendo “A quando
il seguito?”, alla brava Sonia Bergamasco (Giulia, nel film). Voto:30+/30 29.06.2003
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