
Nero.
Sentiamo la voce fuori campo di CARLO:
VOCE CARLO FUORI CAMPO
TRENT'ANNI TRA UN MESE. LAUREATO. LAVORO INVIDIABILE. BELL'ASPETTO. A
CASA TUTTI BENE.
1 - STRADA. AUTO CARLO. INT. NOTTE.
Ci appaiono CARLO e GIULIA. Lui ha circa trent'anni, lei è appena
più giovane
Sono in auto. E' notte. Fuori sta piovendo e i tergicristalli puliscono
a fatica il parabrezza.
GIULIA
(Lo guarda) A che pensi?
CARLO
(La guarda per un istante e quindi torna a guardare avanti) Alla faccia
che faranno…
2 - VILLETTA ANNA. GIARDINO. EST. NOTTE.
Ci appare una bella villetta con giardino, in un quartiere residenziale
della città.
Continua a piovere. La m.d.p. parte alta e si abbassa verso una delle
finestre della casa.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
(Cont.) …STATE INSIEME DA TRE ANNI.
HAI PENSATO CHE FOSSE LA DONNA DELLA TUA VITA E LE HAI CHIESTO DI ANDARE
A VIVERE INSIEME.
E ALLORA SONO PASSATI I PRIMI TEMPI.
CHE PASSANO SEMPRE, PRIMA O POI.
Raggiungiamo una finestra ed entriamo in casa attraversando il vetro.
La m.d.p. percorre il corridoio e avanza verso il soggiorno.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
(Cont.) AD UN CERTO PUNTO, NON E' UN PENSIERO CARINO, HAI INIZIATO AD
ANNOIARTI.
HAI SENTITO CHE TI INIZIAVA A MANCARE QUALCOSA.
La m.d.p entra attraverso la porta nel soggiorno della casa.
Ci appaiono CARLO, GIULIA e i rispettivi genitori. Stanno cenando intorno
al tavolo.
ANNA ed EMILIO sono i genitori di GIULIA.
LUIGI e SARA, quelli di CARLO.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
MA COS'ERA?
La m.d.p. si ferma sui visi di Carlo e Giulia.
GIULIA
Abbiamo una cosa da dirvi
I genitori li guardano.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
COS'ERA CHE HA INIZIATO A MANCARTI?
GIULIA
Aspettiamo un bambino…
Un silenzio. Anna, resta senza fiato.
ANNA
(Alla figlia, guardandola negli occhi, con la voce che le viene a mancare)
Dio mio amore questa è una cosa bellissima! (Si rivolge agli altri,
rimasti invece completamente inebetiti) Che fate con quelle facce da scemi?!
Dobbiamo festeggiare!!!!
Scatta in piedi e si abbraccia con la figlia.
ANNA
Ho il cuore che batte forte! (Si stacca dall'abbraccio e si rivolge agli
altri) Dobbiamo brindare!!!
Va veloce verso la cucina.
ANNA
Torno subito! Non dite niente senza di me!
SARA
Io l'avevo capito
GIULIA
Si?
SARA
(Sorride a tutti e due) Sarà un'esperienza bellissima…
LUIGI
(Al figlio) Oh, questo è il primo vero grande giro di boa della
tua vita…
CARLO
(Annuisce) Lo so
GIULIA
(Sorride al padre) E te non dici niente, papà?
Emilio la guarda.
EMILIO
(Sorride) Ho bisogno ancora di qualche minuto per metabolizzare…
GIULIA
Dimmi almeno che sei contento…
EMILIO
Sono contento se sei contenta…
GIULIA
(Sorride) E io sono contenta! Sono contentissima!
LUIGI
E' contentissima!
EMILIO
(Confuso sorride) E allora sono contento anch'io…
SARA
Dobbiamo organizzare le nozze!
LUIGI
E certo che dobbiamo organizzarle!
CARLO
(Guarda il padre) Non lo so se ci sposiamo
SARA
Come non lo sai?!
GIULIA
In realtà ci stiamo ancora pensando
CARLO
Conviviamo già da un pezzo, che cambierebbe sposandosi?
SARA
Il matrimonio è anche un modo per tutelare questo figlio
CARLO
(Ai genitori) Voi due vi siete separati quando avevo tre anni. Mi avete
comunque tutelato…

ANNA
(Viene verso la tavola con una bottiglia di spumante in mano) Sono riuscita
a trovare soltanto un po' di spumante che non è neanche tanto freddo.
Ma a noi che ce ne importa? Non ce ne importa proprio niente se è
freddo oppure no! (Li raggiunge e porge la bottiglia al marito) Giusto
amore? Stappi te? (Agli ospiti) Io sono sempre stata una schiappa a stappare!
Specialmente in queste occasioni!
Prende un bicchiere con del vino e lancia il contenuto nel vaso di una
pianta. Quindi guarda emozionata i due ragazzi.
ANNA
Alla vostra!
SARA
E a chi ci chiamerà nonni!
Emilio stappa la bottiglia. Un gran botto. Anna salta spaventata e guarda
la figlia. Il bicchiere vuoto sospeso a mezz'aria. La m.d.p. si avvicina
veloce al suo viso.
ANNA
E che, divento nonna anch'io?! (Cerca di sorridere e si mette una mano
sul petto) O madonna che colpo! E chi c'aveva pensato?!
Musica.
Nero.
Titoli
L'ultimo bacioI titoli di testa scorrono alternandosi a foto nuziali.
Partiamo da antichi dagherrotipi e, man mano, attraverso una lunga sequenza
in cui ci appaiono decine di foto con sposini sorridenti in direzione
degli obiettivi, arriviamo ai nostri giorni.
3 - VILLETTA ANNA. INGRESSO. EST. NOTTE.
Siamo in casa di Emilio. Lui e Anna sono in finestra. Salutano Sara,
Luigi, Giulia e Carlo che entrano in auto e partono. Tre auto in tutto.
Quella di Luigi, quella di Sara e quella di Carlo e Giulia.
ANNA
(Osservando la figlia e salutandola con la mano) …Perché adesso
mi sento depressa? Non c'è niente da essere depressi, no?
EMILIO
(Guardando fuori) Te lo ricordi come reagì tua madre quando le
dicemmo di essere in attesa di Giulia?
ANNA
Si vede che non aveva paura di invecchiare, mia madre…
EMILIO
(Con una leggera ironia) Il cerotto per non andare in menopausa non sapeva
neanche che fosse
ANNA
Vuoi vedermi diventare vecchia prima del previsto?!
EMILIO
Sei una donna di mezz'età. Non sei vecchia
ANNA
Saranno dieci anni che mi dici che sono di mezz'età! Quando i nostri
erano come noi, pensavamo che fossero vecchi…
EMILIO
Si vede che ci sbagliavamo
Rientra. Anna resta spiazzata fuori l'ingresso.
4 - AUTO CARLO. INT. NOTTE.
Carlo e Giulia sono in auto. Sta ricominciando a piovere. I tergicristalli
puliscono la pioggia dal parabrezza.
GIULIA
Tua cugina non è più tornata come prima
CARLO
Mia cugina ha un'altra costituzione
GIULIA
E Silvia?
CARLO
Silvia sta al secondo figlio. E anche lei ha un'altra costituzione
GIULIA
E' diventata una barca
CARLO
Ha partorito da neanche un mese
GIULIA
Come prima non ci torna più. Solo cinque su dieci ci tornano. Io
chi sarò? Una delle cinque o la sesta sfigata che diventa una barca?
E se divento come lei e non ti piaccio più?
CARLO
(La guarda) Tu mi piacerai sempre.
GIULIA
Si?
CARLO
Si. Col sedere come una mongolfiera, i chili di cellulite e le crisi di
insicurezza. Tu mi piacerai sempre…
Lei lo guarda.
Si sporge verso di lui e lo bacia.
GIULIA
Madonna quanto sei bello! Ma che ho fatto io per meritarmi questo?!
Carlo sorride e l'auto sfreccia via.
5 - VILLETTA ANNA. CAMERA DA LETTO. INT. NOTTE.
ANNA è seduta alla sua toletta. Si sta struccando delicatamente
il viso. Ad ogni passaggio del cotone, i suoi occhi si stingono di nero.
Alle sue spalle vediamo Emilio guardare la televisione.
ANNA
Sto diventando brutta…
Emilio sta seguendo un vecchio film d'amore in bianco e nero. Lei si
ferma e lo guarda attraverso lo specchio.
ANNA
(Una pausa) Hai sentito che ho detto?
EMILIO
(Seguendo il film) Si
ANNA
(Si gira verso lui e lo guarda) Puoi spegnere almeno la televisione quando
ti parlo?!
EMILIO
Perché?
ANNA
Perché non parliamo mai.
EMILIO
Non è vero
ANNA
Ti ho chiesto di spegnere!
Emilio la guarda.
ANNA
Che senso ha avuto tutto questo nostro matrimonio?
EMILIO
Ti prego non ricominciare anche stasera!
ANNA
Stasera è successa una cosa tremenda!
Ho invidiato mia figlia perché la sua vita è ancora all'inizio,
perché il suo uomo la guarda ancora con quello sguardo e perché
è ancora così lontana dalla profonda noia degli anni che
passano tutti uguali! Ma tu che ne sai?! Tu che te ne stai lì con
la stessa faccia da quando ti conosco! Che ne sai?!
EMILIO
Nulla. Non ti ascolto, non ti vedo, non mi prendo cura di te, penso solo
al mio lavoro e guardo solo il mio ombelico
ANNA
Non farmi il verso
EMILIO
Sei monotona e ripetitiva
ANNA
Devo aver preso da te!
EMILIO
Io lo sono con chi non mi dà stimoli!
ANNA
E io non te ne darei!
Emilio la guarda.
ANNA
Ah!
EMILIO
(Imitandola) Ah!
ANNA
Questa è bella!
EMILIO
E' bella davvero!
ANNA
Proprio tu mi parli di stimoli! Tu che sarà una vita che hai smesso
di guardarmi!
EMILIO
Avrò smesso di trovare qualcosa di bello da vedere!
ANNA
(Urla) Zitto!
EMILIO
Inizia te col stare zitta! Sei te che hai iniziato!
ANNA
Quando mi parli così ti odio!
EMILIO
E io ti odio quando mi dici di odiarmi!
ANNA
Fantastico!
EMILIO
Siamo la coppia perfetta!
Alza ulteriormente il volume del televisore e Anna si gira di scatto
verso lo specchio.
ANNA
(Urla tra i denti) Dio quanto sono infelice!

6 - CASA CARLO. BAGNO. INT. NOTTE.
Giulia e Carlo sono nel bagno. Lei si sta lavando i denti mentre lui,
appoggiato con la schiena al muro, la guarda.
CARLO
Dobbiamo continuare a fare la vita di sempre…
GIULIA
E noi la faremo!
CARLO
Le cose invece potrebbero cambiare
GIULIA
Quello dipende da noi
CARLO
Mi devi promettere che non finiremo per uscire solo il sabato pomeriggio,
che non smetteremo di vederci con i nostri amici, che non ci rattristeremo
ogni sera davanti al televisore…
GIULIA
(Si volta e lo guarda negli occhi) Che non ci incupiremo, non invecchieremo
col rimpianto delle cose non fatte e non aspetteremo nella monotonia della
nostra vita familiare che la vita ci sfugga via! (Sorride) Quante volte
ancora me lo vuoi ripetere?
CARLO
Tu hai le tue fisse e io le mie
GIULIA
Se io ti chiedessi di promettermi di non diventare mediocre come tanti
uomini sposati, di non lasciare la tavoletta del bagno sempre alzata,
di non guardare le altre donne sedute ai tavoli dei ristoranti, di non
farti mai un'amante e di non dimenticarti di me mai. Mai in tutta la vita,
neanche tra trent'anni. Che mi diresti? Mi diresti che posso stare tranquilla,
no? E io ti dico la stessa cosa. Devi stare tranquillo.
Una pausa. Giulia lo bacia sulla bocca lasciandogli il segno del dentifricio.
GIULIA
Andrà tutto bene. Vedrai.
7 - VILLETTA ANNA. CAMERA DA LETTO. INT. NOTTE.
ANNA è distesa nel letto accanto al marito. Lui sta leggendo girato
su un fianco. Lei invece osserva il soffitto. In silenzio.
La m.d.p. li inquadra a piombo dall'alto. Ci abbassiamo lentamente verso
di loro. Ci fermiamo sul loro piano a due.
ANNA
(Dopo qualche momento di silenzio) Io ti ho tradito
Si volta verso Emilio. Lui le da le spalle.
ANNA
Hai sentito che ho detto?
Emilio non reagisce.
Lei si sporge su di lui e vede che ha gli occhi chiusi. Il libro adagiato
sul cuscino. Lo osserva per qualche momento.
ANNA
Dormi?
Emilio non si muove.
ANNA
Dormi o fai finta di non aver sentito?
Lui non reagisce. Lei lo osserva ancora per qualche attimo.
ANNA
E allora dormi
Quindi si gira dall'altra parte e osserva in silenzio la finestra.
ANNA
Continua a dormire
Allunga la mano verso l'abat-jour e spegne la luce.
Nero
8 - AGENZIA PUBBLICITARIA. CORRIDOIO. INT. GIORNO.
Carlo e Adriano, appena più giovane di lui, percorrono veloci
il corridoio di un'agenzia di pubblicità.
ADRIANO
I veri problemi iniziano quando tornate a casa e siete in tre. Tu, lei
e l'infante. Lei sarà isterica e ti farà sentire un mentecatto
per ogni cosa che le farai mancare. E sono milioni le cose che improvvisamente
lei si aspetterà da te! Ti sentirai accusare di non essere presente,
di non essere affidabile e di non avere nessun istinto paterno!
Incrociano il direttore creativo dell'agenzia.
DIRETTORE CREATIVO
Ricordatevi del P.P.M. di oggi pomeriggio. Li dobbiamo schiantare questa
volta!
Si allontana veloce nella direzione opposta.
DIRETTORE CREATIVO
(Sorride eccitato) Schiantare!
Adriano e Carlo continuano a camminare.
ADRIANO
Non devi pensare neanche per un istante che sarà una passeggiata,
perché non lo sarà! Hai capito?
9 - RISTORANTE. INT. GIORNO.
ANNA è seduta al tavolo di un ristorante in compagnia della sua
amica LUISA, di qualche anno più giovane di lei. La m.d.p. si avvicina
a loro. Oltre la vetrata vediamo dei passanti camminare al sole.
ANNA
Voglio riuscire a lasciarlo…
LUISA
(La guarda) Te l'ho sentito dire troppe volte
ANNA
E' da quando ho vent'anni che dormo con lui. Mi sveglio con lui, vivo
con lui, mi sfogo con lui, mi riaddormento con lui. Voglio azzerare tutto!
Questa volta sento che ce la posso fare.
10 - AGENZIA PUBBLICITARIA. UFFICIO CARLO.
CARLO e ADRIANO sono seduti al grande tavolo del loro ufficio. Stanno
pranzando. La m.d.p. si avvicina lentamente a loro.
ADRIANO
Ogni due ore ti svegli che piange perché va allattato, cambiato
e riaddormentato.
CARLO
E quanto lo culli?
ADRIANO
Dai dieci ai quaranta minuti. Se poi ha l'aria nello stomaco ci puoi mettere
anche un'ora. Alla fine lo riaddormenti che ha di nuovo fame e devi ricominciare
tutto daccapo. Questa è la situazione. Non lo dico per spaventarti
ma ne devi essere ben cosciente perché tra sei mesi ti ritrovi
coetaneo di tuo padre e se ti chiederai se c'è un modo per uscirne,
la risposta sarà no. Non ci sarà nessuna via d'uscita a
parte la fuga. E questo è ogni sera il mio ultimo pensiero prima
di riaddormentarmi.
Il viso catatonico di Carlo.
ADRIANO
Altre domande?
11 - ESTERNO VILLETTA ANNA. AUTO. EST. GIORNO.
Anna e Luisa sono sedute in macchina. Ferme davanti al cancello della
villetta di Anna.
ANNA
E' solo per vigliaccheria che ci sto ancora insieme
LUISA
E' normale…
ANNA
E allora io non voglio essere normale. Voglio essere felice.
Voglio trovare il coraggio di lasciarlo e di iniziare una nuova vita!
LUISA
La regola aurea è non lasciare mai un uomo prima di averne un altro.
ANNA
Devo solo trovarne uno di cui potermi innamorare
LUISA
Non sarà una cosa da poco!
ANNA
Devo almeno provarci! Ricominciamo ad uscire insieme e ti faccio vedere
come rinasco. Questa volta vado fino in fondo!
Le porge la mano.
ANNA
Dimmi che m'aiuterai!
Luisa sorride.
12 - CASA CARLO. CAMERA DA LETTO. INT. SERA.
E' sera. Carlo sta guardando fuori la finestra. Vede arrivare una Land
Rover. Si allontana dal vetro e si avvia verso GIULIA che controlla la
sua e-mail al computer.
GIULIA
C'ha scritto Dale. Viene a maggio in Italia. Chiede se ospitiamo lui e
Christopher per due settimane…
CARLO
A maggio avremo il bambino
GIULIA
Infatti gli sto scrivendo che non avremo posto
CARLO
(La bacia) Io vado. Sono arrivati.
GIULIA
Torni tardi?
CARLO
No. Non torno tardi. E non fare 'sta faccia. Oh! E' per Marco che si sposa
Il viso di Giulia.
CARLO
(Sorride) Dimmi se non è un'occasione speciale!
13 - CASA ANNA. CAMERA DA LETTO. INT. SERA.
Anna è seduta davanti alla sua toletta. Si sta truccando. Guardandosi
pensierosa nello specchio. Si sente il citofono suonare. Anna si blocca
e si volta di scatto verso la porta della camera.
ANNA
(Ad alta voce) E' per me!
14 - AUTO LUISA. INT. SERA.
ANNA e LUISA sono in auto. Sfrecciano veloci lungo una via ad alto scorrimento.
ANNA
Quanti anni ha?
LUISA
Più o meno la nostra…
ANNA
E da quant'è che si sono lasciati?
LUISA
Saranno sei mesi.
ANNA
Lei sta con qualcun altro?
LUISA
(Scuote la testa) Sta cercando qualcuno di cui innamorarsi. (Guarda l'amica)
Chi è che non è alla ricerca di qualcuno di cui innamorarsi?!
ANNA
(Guarda avanti) Gli innamorati. Quelli stanno a posto così…
15 - CASCATE LAGHETTO EUR. EST. NOTTE.
CARLO, ADRIANO, ALBERTO, PAOLO e MARCO, tutti più o meno coetanei
tra loro, sono in piedi sul bordo di una cascata che porta acqua al laghetto
dell'Eur. Ognuno di loro impugna una bottiglia di champagne.
MARCO
(Urla rivolto al fiume) Alla nostra! A quello che siamo stati e a quello
che saremo!
CARLO
(Urla) E a quello che non saremo!
MARCO
(Urla ancora più forte) A quello che non saremo…
Marco stappa la bottiglia. Tutti gli altri fanno lo stesso all'unisono.
Marco sorride.
PAOLO
(Grida) A quella stronza! Che possa pagarla tutta!
ALBERTO
A tutte le stronze che c'hanno messo le corna e a tutte quelle che ce
le metteranno! (Urla) Vaffanculo!
AMICI
(In coro) Vaffanculo!
ADRIANO
(A Marco) E a che 'sto matrimonio sia rapido e indolore…
Marco lo guarda.
MARCO
Con un figlio di sei mesi non puoi parlare
PAOLO
Il concetto di matrimonio è una cazzata. E se c'avessi le palle
non ti sposeresti!
MARCO
Se Arianna tornasse indietro e ti chiedesse di sposarla, che faresti?
PAOLO
(Una pausa) Non la sposerei
MARCO
(Ride) Ah!
PAOLO
La manderei a' fanculo!
MARCO
(Guarda Paolo negli occhi, dopo una pausa) Oggi tocca a me, domani toccherà
a voi. Incontrerete quella che vi farà perdere la testa e cambierete
idea. (A Paolo) La cambierai anche tu.
I visi degli altri quattro amici.
16 - GALLERIA D'ARTE. INT. NOTTE.
ANNA e LUISA sono al cocktail della festa d'inaugurazione di una galleria
d'arte. Si aggirano tra gli invitati.
LUISA
Michele! (Prende Anna per la mano e la tira via) Vieni!
Michele, l'uomo che camminava tra la folla con un bicchiere di Martini
in mano, le guarda mentre si avvicinano e sorride.
LUISA
Eccoci! Siamo arrivate! Scusaci il ritardo!
MICHELE
(Si stringe nelle spalle) Mi stavo acclimatando
LUISA
Hai visto che sono riuscita a portartela?
MICHELE
(Sorride) Sei tu la famosa!
ANNA
(Sorride imbarazzata) Si, la famosa… (Gli porge la mano) Anna.
MICHELE
(La guarda, accorgendosi che è bella) Michele. Piacere!
LUISA
(A Michele) Sa già tutto di te. Le ho già raccontato tutto!
MICHELE
Fantastico! Sto a posto, adesso! Se mentre parlo prendi e te ne vai, so
perché!
LUISA
(Ride con loro) Vado a salutare una persona! Ci vediamo tra un po'.
Si allontana lasciandoli soli. Anna e Michele la guardano andare via,
lievemente imbarazzati, con un'espressione a metà.
MICHELE
La conosci da molto?
ANNA
Da una vita…
MICHELE
(La guarda) Vuoi bere qualcosa? Ti va?
ANNA
(Lo guarda negli occhi con una lieve sorpresa, si stringe nelle spalle
e sorride) Perché no! Beviamoci qualcosa!
17 - AUTO PAOLO. VIADOTTO. INT. / EST. NOTTE.
I cinque amici avanzano in jeep lungo una strada di campagna. Si fermano
su un curva e guardano in alto. La m.d.p. si avvicina frontalmente ai
loro visi.
MARCO
E' questo?
PAOLO
Si
Contro il finestrino si riflette l'immagine di un acquedotto. Improvvisamente
l'urlo di un ragazzo che si lancia nel vuoto legato ad un elastico. Il
tutto riflesso sul finestrino dell'auto, oltre il quale si staglia il
viso di Marco e degli altri.
MARCO
Ma voi siete pazzi!
18 - GALLERIA D'ARTE. INT. NOTTE.
Anna e Michele parlano davanti ad un quadro pseudo-futurista esposto
nella galleria.
MICHELE
…Per loro l'obiettivo dell'artista moderno, era di liberarsi dai modelli
del passato per rivolgersi esclusivamente al mondo contemporaneo. (La
guarda un attimo) Dovevano essere vivaci, (Guarda il quadro) dinamici,
esuberanti, pieni di fervore e in continua evoluzione… (La guarda e sorride)
Tutte queste conoscenze in realtà le ho ereditate da mio padre…
Lui era un critico famoso…
ANNA
Ah si?
MICHELE
(La guarda ancora) Sei felice con tuo marito?
Anna si volta sorpresa e lo guarda.
ANNA
Eh?
MICHELE
Luisa mi ha detto che le cose non vanno tanto bene neanche per te. "Se
non hai paura della solitudine, sposati". Lo diceva Oscar Wilde.
ANNA
Diceva così?
MICHELE
Si…
ANNA
E allora sono d'accordo con lui!
Ride con lui.
MICHELE
Sei molto bella
ANNA
(Perdendo il sorriso con un espressione timida) No…
MICHELE
Invece si. Se te lo dico io puoi crederci. Ti va di andarci a fumare una
sigaretta fuori? Che dici?
Anna lo guarda.
19 - VIADOTTO. EST. NOTTE.
CARLO, ADRIANO, ALBERTO e PAOLO si stanno arrampicando su per la boscaglia.
CARLO
Con quel cesso di barca non c'arrivi neanche più in Sardegna. L'ultima
volta che l'abbiamo vista c'aveva i buchi di ruggine sul ponte.
PAOLO
(Si ferma affannato) I buchi di ruggine ce l'hai te nel cervello. C'arrivi
easy easy in Albania. Basta rimetterla a posto. Lo scafo sta bene. E'
quello che conta. E' un Wing del '69. In mare è una spada. Fai
coast - coast lungo tutta la Grecia e c'arrivi a Istanbul. Da lì
poi te ne vai dove vuoi. Basta non avere fretta. E io fretta non ce l'ho.
ADRIANO
Non è anche di tuo zio?
PAOLO
A mio zio non glien'è mai fregato un cazzo. Se gliela chiedo me
la da. Oh! Porcaputtana partiamoci insieme!
CARLO
(Si rimette in cammino) Tu sei pazzo
PAOLO
Una volta che sei tra cielo, mare e nient'altro mi dici se il pazzo sono
io o eri tu. Io fermo per tutta la vita nello stesso posto non ci voglio
restare!
ALBERTO
Non ci voglio restare neanch'io…
ADRIANO
Non ci vuole restare nessuno…
Si rimettono in cammino su per la boscaglia. La m.d.p. panoramica scoprendo
Marco che osserva l'acquedotto alto sulla sua testa.
20 - GALLERIA. EST. NOTTE.
Michele e Anna sono fermi fuori l'esterno della galleria. Fumano una
sigaretta.
ANNA
Hai preso un'altra casa?
MICHELE
Ho comprato un divano letto e l'ho messo nello studio di mio padre. (La
guarda) Per adesso sto lì
ANNA
(Una pausa) E ci stai bene?
MICHELE
(Si stringe nelle spalle) Ci sto… Separarsi dopo diciotto anni di matrimonio
non è facile per nessuno!
ANNA
Immagino
Si crea uno strano silenzio.
MICHELE
Senti, vuoi venirti a bere una cosa da me? Sto a cinquanta metri da qui!
Se vuoi ci beviamo una cosa e stiamo ancora un po' insieme. Se ti va!
ANNA
(Sorride appena, abbassando lo sguardo) Ho già bevuto così
tanto!
MICHELE
(Le prende la mano) Mi faresti felice!
ANNA
E che faccio con Luisa?
MICHELE
Le dici che ti riaccompagno a casa io! Hai tutta la vita per uscire con
lei! Io e te invece quando più ci rivediamo! Ci beviamo una cosa
e stiamo ancora un po' a chiacchierare. Che c'è di male! (Sorride)
Oh! Siamo Toro e Pesci! L'unione perfetta!
21 - VIADOTTO. EST. NOTTE.
I cinque ragazzi camminano lungo il viadotto. La m.d.p. li precede.
PAOLO
Per trovare il senso della vita bisogna fuggire, tornare, cambiare, scoparsi
una donna ogni sera e provare tutto fino all'ultimo respiro! Che cazzo
ci stiamo a fare ancora qui?! Io ho deciso di andarmene! E' un po' che
ci sto pensando
MARCO
Saranno almeno dieci anni. Hai rotto il cazzo
PAOLO
'Sta volta faccio sul serio. (Si ferma, mentre gli altri vanno avanti)
Oh, io ho mollato il lavoro! Sono due settimane che non torno in negozio!
Guardate che sto a dì sul serio!
La m.d.p. precede Marco, lasciando che Paolo resti sfocato sullo sfondo.
Marco accelera. Passa davanti l'obiettivo e noi lo seguiamo mentre si
sporge sulla balaustra per osservare il salto nel vuoto di una ragazza
che precipita veloce, urlando a squarciagola. "Aaaaaaahhhhhhhhhhaaaaaaa!"
Con la forza del rinculo dell'elastico torna veloce verso loro. Molleggia
nell'aria. Urlando.
RAGAZZA
E' fichissssssiiiiiiimooo!!!!
Alberto, guardandola euforizzato, urla a pieni polmoni. Marco osserva
basito la scena.
MARCO
Non lo so se ce la faccio!
Paolo gli dà una pacca sulla spalla.
PAOLO
Ti ci buttiamo con la forza…
22 - STUDIO MICHELE. INT. NOTTE.
ANNA e MICHELE sono nello studio. Lei osserva un dipinto appeso alla
parete. Rappresenta una scena erotica tra un uomo e una donna.
Michele viene verso di lei con un bicchiere.
MICHELE
E' uno degli ultimi pezzi che mi sono rimasti della sua collezione. Ti
ho fatto un'altra vodka…
Anna scuote la testa con un sorriso dolce.
ANNA
Mi gira la testa da morire…
MICHELE
Solo un sorsetto…
Lei prende il bicchiere dalle sue mani. Sorride. Brinda con lui e dà
una sorsata. Lui sorride.
ANNA
Che pensi? Perché mi guardi così?
Lui sorride.
MICHELE
Sei davvero una donna affascinante, Anna.
Si sporge verso lei e la bacia sulla bocca. ANNA, reclina il capo da
una parte, sfuggendo a quel bacio.
ANNA
(Con un filo di voce) Aspetta…
MICHELE
E sei anche molto molto bella. Davvero…
Anna sorride con imbarazzo. Lui la bacia ancora.
MICHELE
(La bacia ancora) Non c'è problema…
Lei lo guarda.
MICHELE
Rilassati Anna. Non c'è problema
Lui la bacia sul collo. Lei non sa che fare. Incontra la sua immagine
riflessa in uno specchio. Si guarda con un'espressione lievemente interrogativa.
Lui la lecca intorno l'orecchio. Lei fa una strana espressione, come se
avesse dei brividi, ma non piacevoli. Lui le sorride e la guarda negli
occhi.
MICHELE
(Ride con lei) Senti. Ho un po' di cocaina
ANNA
(Perde improvvisamente il sorriso dal viso) Ah
MICHELE
Ne ho un po'…
ANNA
(Scuote appena la testa) Non, non l'ho mai presa…
Lui la bacia.
MICHELE
Neanch'io. Cioè solo una volta. L'ho trovata in camera di mio figlio.
(Si siede sul divano e tira una bustina fuori da una scatolina) Gli ho
pure detto che se l'avessi ritrovato con questa roba, l'avrei cacciato
di casa. Invece è finita che sono stato cacciato io!
Si stringe nelle spalle e sorride.
MICHELE
C'est la vie, no? Vieni qui. Siediti qui vicino.
Anna lo guarda indecisa e confusa.
MICHELE
Vieni dai!
Anna si va a sedere accanto a lui che la guarda e le carezza il viso.
MICHELE
Che farebbe mia moglie se mi vedesse qui con te?
ANNA
Perché non provi a rilassarti un po'?
MICHELE
Sono un uomo infelice, Anna. Sono un uomo infelice, solo, che ha perso
sua moglie e non riesce a dimenticarla. Che devo fare, Anna? Tu me lo
sai dire che devo fare?
ANNA
(Lo guarda negli occhi) Non credo che dovresti continuare a stare qui
con me. Credo che neanche tu lo voglia veramente…
Lui la guarda.
ANNA
Ti va di riaccompagnarmi a casa?
MICHELE
Ma che, dici davvero?
ANNA
Credo di si. Scusami. Se non ti va, mi chiamo un taxi…
MICHELE
(Una pausa) Niente cocaina?
ANNA
(Una pausa. Scuote la testa) Niente cocaina
Lui la guarda.

23 - VIADOTTO. EST. NOTTE.
MARCO si sta facendo imbracare.
MARCO
Sto facendo una cazzata! Me lo sento!
PAOLO
(Dietro di lui, dandogli una pacca sulla spalla) Tutto sotto controllo!
Tranquillo! Nervi saldi e un po' d'orgoglio! Buttate e non ce pensà!
ADRIANO
Pensa a quando sarai un benpensante pantofolaro del cazzo! Concentrati
su questo punto e buttati!
Il ragazzo che ha imbracato Marco si rivolge a lui.
RAGAZZO 3
Sei pronto?
MARCO
Non lo so se ce la faccio…
PAOLO
(Al ragazzo che lo sta imbracando) Ce la fa, ce la fa…
RAGAZZO
Ti aiuto a salire…
MARCO
Si…
Sale sul parapetto. Sotto di lui il vuoto più assoluto.
MARCO
No. Non ce la faccio! (A Paolo) Non ce la faccio!!
PAOLO
(Lo colpisce con una pacca sulle spalle) Stai frignando!
Adriano gli urla.
ADRIANO
Al mio tre vai! Ci sei?!
Marco si guarda intorno confuso.
ADRIANO
Uno!
Gli amici ripetono in coro.
AMICI
Uno!
MARCO
(Tra sé) Porcatroia!
ADRIANO
Dueeee!!!
AMICI
Due!!!
MARCO
Porcatroia non ce la faccio!
ADRIANO
Treeeeehhhhheeee!!!
Marco resta paralizzato.
PAOLO
Treeeeee!!!!!
Si avventa su di lui e lo spinge con forza nel vuoto.
Marco vola giù dal parapetto. Urla come un dannato. Avvitandosi
su sé stesso.
Carlo, Alberto, Adriano e Paolo osservano dall'alto l'intero volo. Fino
a vedere l'amico scomparire nelle tenebre.
Il corpo di Marco entra con violenza nelle acque scure del fiume.
Vediamo il suo viso da sott'acqua. Un paio di secondi e rincula verso
l'esterno.
I quattro amici sono ancora affacciati al parapetto. Guardano l'amico
che, risucchiato dalla forza dell'elastico torna verso di loro.
PAOLO
(Urla forte) Ancora vivoooo??????
Sentiamo la voce di Marco echeggiare durante il volo.
MARCO
Vaffanculooooooo!!!!!!!
24 - VILLETTA ANNA. CAMERA DA LETTO. INT. NOTTE.
Anna è seduta sul ciglio del suo letto. Accende la sua abat-jour.
Alle sue spalle vediamo Emilio dormire col libro sul cuscino. Lei ha lo
sguardo lontano. Inizia a sbottonarsi la camicetta.
EMILIO
Che ore sono?
ANNA
(Sobbalza e si volta verso di lui. Quindi guarda la sveglia) Quasi le
tre…
Lo osserva. Lui le dà le spalle.
EMILIO
Ti sei divertita?
ANNA
(Una pausa) Perché non mi ami più? Eh?
EMILIO
Non ti sei divertita.
Si sistema meglio intorno al cuscino.
Anna resta immobile. Lo guarda in silenzio.
Per alcuni interminabili secondi.
Fuori campo si sente l'attacco di una banda jazz.
25 - VILLA MATRIMONIO. GIARDINO. EST. GIORNO.
Un palco con un complesso jazz che suona pezzi anni '50. Di fronte al
palco si stende un giardino con decine di tavole imbandite e circa quattrocento
ospiti.
Sotto il palco un tavolo più grande a cui siedono MARCO e la sua
neo moglie VERONICA, entrambi in abito nuziale.
Ci sono poi PAOLO, CARLO, GIULIA, ALBERTO, ADRIANO e la sua compagna LIVIA
con passeggino e bambino dentro.
Il padre di MARCO si alza con un bicchiere di champagne e brinda al figlio
e al suo matrimonio.
PADRE DI MARCO
(Ad alta voce, declamando felice) A me l'onore di brindare per primo a
mio figlio e alla sua bella moglie.
Gli ospiti si alzano in piedi all'unisono.
PADRE DI MARCO
Che siate felici!
Tutti gli altri ospiti applaudono e brindano. Iniziano ad intonare in
coro "Discorso - discorso".
Alla fine, imbarazzato e un po' goffo, MARCO si alza in piedi.
Suo padre fa cenno al complessino di abbassare il "volume"
Marco abbassa gli occhi imbarazzato. Sente su di lui gli occhi di tutti.
MARCO
(Una pausa interminabile) Sono emozionato!
Applauso scrosciante dagli ospiti. Marco sorride.
MARCO
Intanto voglio ringraziare tutti voi per essere venuti…
Fischi e lazzi dagli amici.
MARCO
E poi… (Sorride e cerca di concentrarsi) …e poi voglio dedicare questa
giornata alla donna che ho pensato di sposare dal primo momento. Da prima
ancora di sapere come si chiamasse…
Applausi. Veronica sorride. Sua madre, accanto a lei, si commuove.
MARCO
Intanto va ricordato che la conquista non fu facile per niente
Risate.
MARCO
Era convinta che fossi inaffidabile e superficiale.
Applausi. Qualcuno dal pubblico grida "Aveva capito tutto!".
Marco sorride e prosegue.
MARCO
(La guarda) Invece posso dire solo una cosa: che non si troverà
mai a pensare di aver avuto ragione! Mai in tutta la vita!
Sorride.
Applausi scroscianti. Veronica si alza in piedi e lo abbraccia.
Gli ospiti bevono.
Il complesso riprende a suonare. Un colpo di piatti e via col contrabbasso.
CARLO incrocia lo sguardo con una bellissima ragazza, decisamente molto
più giovane di lui. E' seduta qualche tavolo più in là.
Lei gli sorride.
ALBERTO arriva da dietro e si sporge tra lui e ADRIANO. Gli dice qualcosa
ma noi non riusciamo a sentire a causa della musica troppo alta. I tre
amici volgono lo sguardo in direzione di Paolo. Quindi si alzano.
Livia osserva con un'espressione incuriosita Adriano che si allontana.
Un paio di ragazze si sporgono sul passeggino.
RAGAZZA 1
Che bella bambina, come si chiama?
Livia si volta verso loro.
LIVIA
E' maschio. E si chiama Matteo
Stacco
CARLO, ADRIANO e ALBERTO attraversano i tavoli con gli invitati e si
avviano con passo deciso verso il buffet.
ALBERTO
Che le diciamo?
ADRIANO
Qualcosa le diremo…
Passano accanto ad un tavolo a cui sono sedute alcune ragazze che ridono
tra loro. Una di queste, VALERIA, chiama Alberto.
VALERIA
Alberto!
Lui si ferma e la cerca con lo sguardo. Lei si alza.
VALERIA
(Gli sorride) Come stai?!
ALBERTO
(Annuisce confuso) Bene…
VALERIA
(Lo bacia sulla guancia) E' un sacco che non ci vediamo!
ALBERTO
(Sorride e la studia con lo sguardo) Un po'…
Guarda i due amici che lo aspettano.
VALERIA
Assurdo incontrarsi qui, no?
ALBERTO
Si. Abbastanza! Senti stavo andando con loro a fare una cosa…
VALERIA
Si. (Sorride) Lo sai che ti pensavo proprio pochi giorni fa?
ALBERTO
(Distratto) Ah si?
VALERIA
Il tuo numero devo ancora avercelo da qualche parte. Magari una sera di
queste ci vediamo…
ALBERTO
(Annuisce) Vediamoci!
VALERIA
(Sorride) Vediamoci! Ciao…
Lo bacia affettuosa sulla guancia.
ALBERTO
Ciao…
Alberto sorride e va via confuso. Raggiunge i due amici e riprendono
a camminare insieme verso il buffet.
ALBERTO
(Scuote appena la testa) Non mi riesco a ricordare dove cazzo l'ho vista!
Stacco
Valeria si è riseduta al tavolo con le amiche. Sta bevendo del
vino.
La ragazza che le sta seduta accanto è rimasta voltata a guardare
Alberto e gli altri due che si allontanano.
RAGAZZA
Carino…
VALERIA
(Si stringe nelle spalle) Me lo sono scopato una sera che stavamo fuori
come due cicale! Sono tornata a casa e ho vomitato pure l'anima di mia
nonna! Però se mi ricapita me lo riscopo e di brutto!
Ride con loro.
Stacco
Alberto, Carlo e Adriano raggiungono una ragazza, Arianna, che si sta
servendo al buffet e da loro le spalle.
ADRIANO
Arianna…
Arianna si volta e lo vede. Il cameriere al buffet intanto la sta servendo.
ADRIANO
(Sottovoce) Ti posso parlare un secondo?
CAMERIERE
Basta così?
ARIANNA
(Tornando guardare il cameriere) Si, grazie…
ADRIANO
(Sottovoce) Lo sai che non gli fa bene vederti…
ARIANNA
Con tutta la gente che c'è, neanche se ne accorge che sono venuta!
Adriano afferra Arianna per un braccio e la porta via con sé.
ARIANNA
(Si libera con uno strattone della sua presa) Che cazzo vuoi?! Perché
mi devo continuare a nascondere?!
Adriano la guarda negli occhi.
ADRIANO
Non si tratta di nascondersi…
ARIANNA
E' quello che mi state chiedendo!
ALBERTO
Eravate rimasti che venivi solo in chiesa
ARIANNA
Ho cambiato idea…
CARLO
Sta messo male davvero!
ARIANNA
Stava messo male pure prima di conoscermi!
ALBERTO
Non così!
ADRIANO
Ti chiedo solo di andartene! Ti prego!
ARIANNA
(Incazzata) Ti rendi conto di quello che mi chiedi?!!
In quell'istante lei lo vede.
ARIANNA
Eccolo… c'ha visto
Carlo, Adriano e Alberto si voltano. Paolo viene deciso verso loro, una
coscia di tacchino stretta tra i polpastrelli.
ARIANNA
(A Paolo) I tuoi amici sono molto preoccupati per te. Mi stanno praticamente
prendendo a calci!
PAOLO
Eravamo rimasti che non saresti venuta…
ARIANNA
E che palle! Sono stata invitata e ho cambiato idea… Che problema c'è?
E' un problema tutto tuo se non riesci più a sopportare di vedermi!
Tutto tuo, Paolo!
Afferra il suo piatto sul ripiano del buffet e si allontana verso un
tavolo.
CARLO
(A Paolo) Lasciala stare…
Paolo la segue e gli amici gli vanno dietro.
PAOLO
(Sottovoce) Ho bisogno di fare un po' di pulizia nella mia vita! Se non
perdo le tue tracce, non ce la faccio… Chiedo tanto?
ARIANNA
Chiedi troppo…
PAOLO
Perché sei così stronza?!
Lei si volta di scatto verso lui.
PAOLO
Vuoi che m'ammazzo per te?! E' questo che vuoi?!
ARIANNA
Cerca di calmarti!
PAOLO
Vuoi vedermi morto?
ADRIANO
(Ad Arianna) Era meglio non venire, Arianna!
ARIANNA
(Si ferma e si volta) Vale anche per voi! Perché non ve n'andate?
Sarebbe un'idea, no? Prendetelo e portatevelo via!
PAOLO
Te mi odi!
Arianna guarda Paolo.
ARIANNA
Io non ti odio. Ho solo rimosso d'averti conosciuto. E lo sai perché?
Perché ti stai rendendo insopportabile ogni giorno di più.
Stai rovinando anche quel poco di carino che poteva essere rimasto tra
noi. Che altro vuoi sentirti dire?! E' finita Paolo! E' finita per sempre.
Devi solo ricominciare la tua vita e fare finta di non avermi mai conosciuta!
Si allontana in direzione dei tavoli col suo piatto di salmone in mano.
Paolo, fa nuovamente per seguirla ma viene trattenuto dalle braccia degli
amici.
CARLO
Ti devi calmare! Calmati! Ci stanno guardando tutti!
PAOLO
Sono calmo! (Urla) Sono calmo!!!! Lasciatemi!
Gli amici lo lasciano. Paolo si porta la mano davanti gli occhi e fa
per accasciarsi a terra. Gli amici cercano di sostenerlo. Imbarazzati
si guardano intorno. Gli ospiti li osservano incuriositi.

ADRIANO
Oh! Tirati su! Che cazzo fai?!
E' in questo momento che Carlo incontra di nuovo lo sguardo della ragazza
sconosciuta. Lei gli sorride da lontano. E' in compagnia di altri due
ragazzi. L'immagine si rallenta. Carlo la guarda confuso. Quindi corrisponde
un po' goffamente a quel sorriso.
PAOLO
Torniamo a sederci! Me ne devo sbattere di quella stronza! Vaffanculo!
Carlo torna a guardare l'amico.
Torniamo a 24 fotogrammi al secondo.
Tra loro arriva anche Giulia.
GIULIA
(Sottovoce, guardandosi intorno) State facendo una figura tremenda…
PAOLO
Sto meglio… Me ne posso fregare! Basta volerlo!
ALBERTO
Basta volerlo!
Carlo si allontana con Paolo e gli amici in direzione della loro tavolata.
Torna a cercare con lo sguardo la ragazza ma non la trova. Gli ospiti
iniziano ad invocare "Bacio - bacio"
MARCO e VERONICA sono a capotavola. Si sorridono imbarazzati.
La m.d.p. si avvicina veloce ai loro visi.
Quindi si baciano sulla bocca, mentre gli invitati applaudono contenti.
Un flash bianco acceca il fotogramma.
26 - VILLA MATRIMONIO. PORTICATO. INT. GIORNO.
Quello appena visto era il flash di una macchina fotografica.
MARCO E VERONICA stanno posando per la foto di rito.
Sorridono plastici sul taglio della torta. Scopriamo CARLO, PAOLO e ADRIANO
che li osservano. ADRIANO ha suo figlio nel marsupio.
ADRIANO
(Riferito a Marco e Veronica che sorridono all'obiettivo della macchina
fotografica) Quanto siete belli. Ridete, ridete! Che tra due anni non
ridete più.
Il fotografo scatta la foto. Spara una raffica di flash. Alcuni amici
applaudono e fischiano.
Il bambino di Adriano inizia a piangere.
ADRIANO
(Al figlio) Buono! Non è successo niente! Buono piccolì!
(A quelli che applaudono) Oh! Fate piano!
Alle sue spalle arriva Livia.
LIVIA
(Ad Adriano) Stava tanto bene dov'era! (Glielo sfila dal marsupio) Guarda
che faccia spaventata! (Al bambino) T'ha spaventato papà?
ADRIANO
Che c'entro io?!!
LIVIA
Te c'entri sempre… (Al bambino) Non piangere amore! Andiamo via, si… andiamo
via… (Ad Adriano) Mai che mi dessi retta, eh?! T'avevo detto di lasciarlo
dov'era!
Allontanandosi passa accanto a Giulia, che la segue.
GIULIA
Ti accompagno?
LIVIA
Si!
ADRIANO
(Guarda Livia che si allontana) Quanto cazzo posso ancora resistere con
una così?! Quanto?!!
La m.d.p. si avvicina a loro e stringe il viso di Carlo e quindi quello
di Paolo, che distratto da altri pensieri, si volta e torna a guardare
Arianna. Lei è poco distante, seduta all'ombra di un albero. E'
confusa in un gruppo di amici. Fuma una sigaretta e ride in compagnia
di un paio di ragazzi.
27 - VILLA MATRIMONIO. CAMERA DA LETTO. INT. GIORNO.
Livia si trova in una stanza vuota col bambino in braccio. Lo culla con
dolcezza. Il bambino si sta addormentando. Appoggiata con la schiena ad
una parete c'è Giulia che la osserva ammirata.
LIVIA
E' egoista ed egocentrico. Ha tutti i difetti che aveva mio padre e io
con mio padre non ci sono mai andata d'accordo!
GIULIA
Sarà un momento difficile anche per lui
LIVIA
E' un momento difficile per tutti. Ma non siamo più ragazzini.
Ci sono delle precise responsabilità e adesso è ora che
se le inizi a prendere! Che poi per stare vicino a questo cucciolino basta
così poco! Solo un po' d'amore. Appena si sente protetto si abbandona
e si riaddormenta immediatamente. Ecco qui!
GIULIA
Dev'essere un'esperienza pazzesca…
LIVIA
(La guarda e sorride dolce) E' la cosa più bella del mondo
28 - VILLA MATRIMONIO. PORTICATO. INT. GIORNO.
Sotto al porticato si sta iniziando a ballare. Carlo si sta versando
qualcosa da bere in un bicchiere. Accanto a lui arriva la ragazza sconosciuta.
Si chiama Francesca.
FRANCESCA
Che ti bevi?
Carlo si volta e la vede. Si stupisce di trovarsela così vicina.
CARLO
Non lo so…
FRANCESCA
(Guardando tra gli alcolici) Voglio qualcosa di veramente pesante! Mi
voglio ubriacare! Basta con 'ste mezze cosette! Non c'è un po'
di Whisky, Vodka? Tequila?
CARLO
Ma noi ci siamo già visti da qualche parte?
FRANCESCA
(Lo guarda) Perché?
CARLO
Perché un po' mi sembra
FRANCESCA
Non penso che ci siamo mai visti prima
CARLO
(Annuisce) Infatti…
FRANCESCA
(Gli porge la mano) Comunque sono Francesca
CARLO
(Annuisce e le da la mano) Carlo
FRANCESCA
(Afferra una bottiglia di vodka) Trovata! Vodka!
(Guarda Carlo negli occhi) Ci sei già stato in terrazza?
CARLO
Che terrazza?
FRANCESCA
La terrazza sul tetto. Ci vuoi venire?
29 - VILLA MATRIMONIO. CAMERA DA LETTO. INT. GIORNO.
Livia e Giulia sono sedute sul ciglio del letto. Livia continua a cullare
con dolcezza il bambino.
LIVIA
Lì si tratta solo di spingere. Meglio spingi, prima nasce. E comunque
ci sono i corsi. Meglio farli che non farli. Perché se spingi male,
troppo e tutto d'un colpo succede come a mia sorella che per lo sforzo
le sono scoppiati in faccia tutti i capillari ed è rimasta viola
per una settimana.
GIULIA
O madonna!
LIVIA
L'alternativa è il cesareo. E' quello che ho fatto io. Però
non è una passeggiata comunque. Quando ti risvegli ti senti come
se ti fossero passati sopra con un vagone merci. Hai una ferita nella
pancia e i punti che tirano per una settimana. (La guarda) Ti devi preparare.
Non sarà una passeggiata. Ma passerà.
Giulia la guarda.
30 - VILLA MATRIMONIO. SCALE / TERRAZZA. INT. GIORNO.
Carlo e Francesca salgono di corsa le scale del casale. Lei porta con
sé la bottiglia di vodka. Una volta in cima, si appoggiano al muro
divertiti.
FRANCESCA
(Col fiatone) Oddio adesso muoio!
Si guarda con lui. Si sorridono. Lei beve ancora un sorso. Gli porge
la bottiglia. Lui beve.
FRANCESCA
E' di qua…
Si scosta dal muro. Raggiunge una porticina e la apre. Carlo la segue
ed esce con lei sulla terrazza. Un panorama sterminato si stende davanti
ai loro occhi. E in fondo a tutto, il mare.
FRANCESCA
Dimmi se non è pazzesco!
Si appoggiano al parapetto.
FRANCESCA
Fico eh?
Carlo annuisce.
FRANCESCA
Insomma sei amico dello sposo
CARLO
(Annuisce) Abbiamo fatto l'università insieme…
Francesca guarda di nuovo in direzione del giardino. Vediamo il complessino
che continua a suonare e gli ospiti distribuiti un po' dappertutto nel
giardino.
CARLO
Io lui e l'altro ragazzo, Adriano. Non so se lo conosci. E te invece di
dove sei? Di Firenze?
FRANCESCA
Di lì vicino. I miei si sono trasferiti qui tre anni fa e io sono
venuta con loro! (Sorride) Che dovevo fare? Lì da sola non mi ci
lasciavano! (Lo guarda) Stai con qualcuna?
CARLO
Io? Perché?
FRANCESCA
Così… Per saperlo…
CARLO
(La guarda e si stringe nelle spalle, con un sorriso strano e sfuggente)
Più o meno
FRANCESCA
Crisi?
CARLO
Si. Crisi.
FRANCESCA
Oh! Sono tutti in crisi. A chiunque chiedi ti dice che è in crisi!
Ma perché?
CARLO
E chi lo sa!
FRANCESCA
E comunque le crisi vanno e vengono… no?
CARLO
Si…
FRANCESCA
La tua va o viene?
CARLO
(Ci pensa su un attimo) Viene
FRANCESCA
(Sorride) Lo sapevo! E come mai?
CARLO
(Una pausa) Non lo so
FRANCESCA
Ci sarà un motivo…
CARLO
(Una pausa) Non c'è più la passione di una volta…
FRANCESCA
A no? E' questo il motivo?
CARLO
Anche. Pare che sia normale e che prima o poi se ne vada comunque, la
passione…
FRANCESCA
E' un po' una tristezza, però, no?
CARLO
(Annuisce) Abbastanza…
FRANCESCA
(Una pausa, guardandolo) E che fai nella vita?
CARLO
(Disorientato) Lavoro in pubblicità…
FRANCESCA
Ma dai?! Lo sai che io voglio fare l'attrice?!
Appena finisco 'sto cazzo di liceo mi iscrivo ad una scuola di recitazione
CARLO
(La guarda, sorpreso) Che liceo?!
FRANCESCA
Classico
CARLO
Ma quanti anni hai?
FRANCESCA
Diciotto…
CARLO
Diciotto?!
FRANCESCA
(Sorride) Me ne davi di meno?
CARLO
Te ne davo di più…
FRANCESCA
Quanti me ne davi?
CARLO
Non lo so. Non me l'ero chiesto a dire il vero
FRANCESCA
E te invece quanti ne hai?
CARLO
Lasciamo stare.
FRANCESCA
Ventisette?
CARLO
Ventinove. Quasi trenta e l'idea mi fa schifo
FRANCESCA
Perché?
CARLO
Perché una volta che ne hai trenta è un attimo e ne hai
quaranta. E allora il bilancio della tua vita inizia ad essere tutto al
passato.
Si sente il trillo di un cellulare.
FRANCESCA risponde leggendo il numero che appare sul display.
FRANCESCA
Eccomi! Si. Sto venendo… Si. Scendo e andiamo…
Riattacca.
FRANCESCA
Palle! Sto in macchina con tre deficienti che sono due ore che mi dicono
che se ne vogliono andare!
La porta della terrazza si apre alle loro spalle. Un gruppo di ragazzi
invade quello spazio. Francesca e Carlo tornano a guardare avanti, lievemente
imbarazzati.
FRANCESCA
(Sorride) Se ti va, magari una volta ci vediamo…
CARLO
(Annuisce confuso) Si?
FRANCESCA
Si! Se ti va!
Uno dei ragazzi appena arrivati, si appoggia al parapetto e urla. E'
palesemente ubriaco.
FRANCESCA
Scendiamo giù? Che dici?
CARLO
(Confuso) Si. Come vuoi
31 - VILLA MATRIMONIO. PORTICATO. EST. GIORNO.
Alberto e Gemma, una bella ragazza sui trent'anni, parlano in mezzo alla
folla che si è ammassata sotto al porticato del casolare.
GEMMA
Di tutte le mie amiche sono rimasta l'unica a non essersi ancora sposata.
E tutte quante non fanno che ripetermi "Ah, c'hai trentadue anni,
ah quando ti sposi, ah quando fai un figlio, che se non lo fai adesso
quando lo fai più!". 'Sti cazzi! Sono stata per dieci anni
con uno che non voleva farmi più uscire neanche con le mie amiche!
Adesso che sono uscita dall'incubo mi godo la mia libertà!
Lui la guarda e annuisce.
ALBERTO
Fai bene
GEMMA
(Sorride) Faccio bene si!
ALBERTO
Io comunque sono Alberto
Le porge la mano. Lei gli sorride e gli dà la mano.
GEMMA
Gemma…
FRANCESCA e CARLO entrano in campo "sotto macchina" e si fanno
a fatica largo tra la calca. La m.d.p. li segue in piano sequenza.
CARLO
Sai dove stanno?
FRANCESCA
Siamo rimaste che ci vedevamo qui
Si volta verso di lui e lo guarda.
FRANCESCA
Vuoi che ti lascio il mio numero di telefono?
Carlo la guarda.
FRANCESCA
Prima che vengo inghiottita dagli eventi. (Si ferma in mezzo alla bolgia)
Ce l'hai una penna?
CARLO
(La guarda negli occhi e si fruga nella tasche) No. Non ce l'ho…
FRANCESCA intercetta con lo sguardo l'amica Mariposa. E' poco distante,
confusa tra la gente che affolla il porticato.
FRANCESCA
Eccola là…
Mariposa le fa cenno di andare.
CARLO
(Si volta preoccupato) Chi?
FRANCESCA
La mia amica. Vienimi a trovare a scuola all'uscita. Sto al Ducale…
CARLO
Al Ducale
FRANCESCA
Esco tutti i giorni all'una e mezza tranne il mercoledì e il sabato
che esco un'ora prima…
Si sporge verso di lui e lo bacia su una guancia guardandolo negli occhi
e sorridendogli.
FRANCESCA
Restiamo così allora?
CARLO
Si…
FRANCESCA
(Sorride) Guarda che t'aspetto, eh!
CARLO
Si
FRANCESCA
Ciao!
CARLO
Ciao…
Va via.
CARLO resta così, solo. Confuso e spiazzato. Dopo un lieve momento
di goffaggine in cui non sa che fare, si guarda intorno.
Marco gli passa vicino. Cammina veloce con sua moglie Veronica, tenendosi
per mano. L'abito nuziale di lei svolazza leggero sugli invitati.
MARCO
(Felice, a Carlo) Come va? Tutto bene?
CARLO
(Annuisce appena, sforzando un sorriso) Si…
Marco sorride. Prosegue con Veronica. La m.d.p. li segue. I due sposi
attraversano veloci la folla di invitati. Ricevono sorrisi, applausi e
schiamazzi da parte di tutti. Escono sul giardino. Qui vengono richiamati
da un fotografo.
VOCE FOTOGRAFO
Guardate qui!
Si voltano e quest'ultimo gli scatta una foto. Scopriamo Giulia venirci
incontro.
GIULIA
(Agli sposi) Siete bellissimi!
VERONICA
(A Giulia) Anche te!
Giulia sorride. La m.d.p. inizia a seguirla. Raggiunge Adriano, che seduto
all'ombra di un albero, si sta fumando una sigaretta con Paolo.
GIULIA
(Ai due amici) Avete visto Carlo?
Adriano fa cenno di no. Giulia viene raggiunta da un'amica che l'abbraccia.
AMICA
Giulia! Ma ho saputo una cosa pazzesca! Auguri! Auguri, auguri auguri!!!
La abbraccia forte.
Il fuoco della m.d.p. torna su Paolo e Adriano. Paolo guarda in direzione
di un gruppo di ragazzi.
PAOLO
Se sta con uno di quelli vado lì e l'ammazzo!
ADRIANO
Devi stare calmo
PAOLO
Giuro che l'ammazzo!
La m.d.p. panoramica nuovamente su Giulia. Saluta l'amica e torna ad
avviarsi verso il porticato. La seguiamo. Una volta raggiunto nuovamente
il porticato, la lasciamo sfilare via e ci fermiamo nuovamente su Alberto
e Gemma, che continuano a parlare.
ALBERTO
Che fai stasera? Ti va di stare un po' insieme?
Gemma lo guarda e sorride.
GEMMA
Guarda che sono pericolosa!
Alberto la guarda interessato.
ALBERTO
Si, eh?
GEMMA
Ci sono decine di uomini che te lo potrebbero raccontare!
ALBERTO
La cosa non mi spaventa
GEMMA
Ah no?
ALBERTO
No…
Sorride, si sporge verso di lei e la bacia sulla bocca. Lei sorride divertita.
GEMMA
(Sorride) Olalà! Non perdi tempo tu, eh?!
ALBERTO
(Sorride) E' colpa tua che sei troppo affascinante!
GEMMA
Olalà!
Carlo passa alle loro spalle. La m.d.p. inizia a seguirlo. Carlo avanza
tra la folla con quella stessa strana, confusa espressione sul volto con
cui l'abbiamo lasciato. Si sente chiamare da dietro.
VOCE GIULIA
Amore!
Carlo si volta e incontra lo sguardo di Giulia.
GIULIA
E' un po' che ti cerco! Ma dov'eri?
CARLO
Stavo qui…
Lei lo abbraccia.
GIULIA
Io non ci posso mica credere che tra poco avremo anche noi un bambino
come quello di Adriano! Ma l'hai visto quant'è bello?
La m.d.p. si avvicina al viso di Carlo.
I suoi occhi incontrano per un'ultima volta la sagoma di Francesca. E'
lontana, confusa tra gli invitati. Si avvia con gli amici lungo un vialetto.
Saltellando allegra.
GIULIA
(Lo guarda negli occhi e sorride dolce) Non sei emozionato all'idea?
Carlo annuisce.
GIULIA
(Lo guarda) A che pensi?
Carlo guarda Giulia e scuote appena la testa, con un sorriso ebete stampato
sul volto. Lui l'abbraccia di nuovo e torna a guardare in direzione di
Francesca, che scompare ormai lontana.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
PENSI CHE AVRESTI VOGLIA DI CORRERLE DIETRO E DIRLE CHE E' LA PIU' BELLA
CREATURA CHE HAI CONOSCIUTO IN VITA TUA…
VOCE FOTOGRAFO
Guardate qui!
Carlo e Giulia si voltano.
Il flash di una macchina fotografica. Fermo immagine su Carlo e Giulia
che sorridono spaesati verso l'obiettivo.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
MA POI TI RICORDI CHE DIVENTI PADRE TRA CINQUE MESI
Nero.
VOCE CARLO FUORI CAMPO
E NON SONO PENSIERI CARINI DA FARE
32 - CASA PAOLO. ASCENSORE. INT. SERA.
Paolo è a bordo del suo ascensore. E' di ritorno dal matrimonio.
Fissa immobile la propria immagine riflessa nello specchio.
L'ascensore si arresta con un colpo improvviso. Paolo resta immobile per
qualche istante, pensieroso.
33 - CASA PAOLO. CORRIDOIO / CAMERA PADRE. INT. SERA.
Si sente la chiave girare nella serratura. Paolo entra in casa. Un appartamento
arredato con gusto antico. Bei mobili. Tutto a suo posto. Un ordine perfetto
regna nella casa. Sua madre, una donna sui sessantacinque anni, si affaccia
nel corridoio e lo chiama da dietro.
ADELE
Papà ha chiesto di te…
PAOLO si volta e la vede.
ADELE
E' tutto il pomeriggio che chiede di te…
Paolo si avvia verso la madre.
PAOLO
Come sta?
ADELE
(Un filo di voce) Avrai un grande rimorso per quello che stai facendo…
PAOLO
Non avrò nessun rimorso…
Raggiunge la porta della stanza e la apre.
Ci appare un uomo coetaneo della madre, disteso nel letto.
Una flebo attaccata al braccio. E' pallido e magrissimo. Gli occhi scavati
e fuori dalle orbite. Paolo si avvicina a lui. Gli prende la mano.
PAOLO
(Sottovoce) Ciao papà…
Una pausa. Suo padre continua a tenere gli occhi chiusi. La madre di
Paolo si sporge su di lui.
ADELE
(Sottovoce, carezzandogli la fronte) C'è Paolo. Lo vuoi salutare?
Suo padre dischiude gli occhi. Cerca con lo sguardo il figlio.
PAOLO gli sorride e gli continua a tenere la mano.
ADELE
(Al figlio) Oggi mi ha richiesto se eri tornato a lavorare… Digli che
ci sei andato…
PAOLO
(Annuisce obbediente) Ci sono andato. Sono andato a lavoro. Tutto a posto
pa'. Non ti preoccupare di niente, capito papà?
L'uomo inizia a tossire. La madre gli sistema meglio le cannule dell'ossigeno.
L'uomo chiude di nuovo gli occhi. PAOLO resta immobile. Lo guarda in silenzio.
ADELE
(Sistemando il marito sul cuscino) Ci stai prendendo tutti in giro…
PAOLO guarda la madre e le fa cenno di stare zitta.
ADELE
(Guarda il figlio) Perché?
PAOLO
(Una pausa) Perché ho deciso così
ADELE
Non è quello che lui avrebbe voluto
PAOLO
Ti prego!
ADELE
Ci dev'essere un perché!
PAOLO
E c'è un perché! C'è!
ADELE
E quale?!
PAOLO
Voglio iniziare a sentire che la mia vita ha un senso! Almeno uno! Un
senso! Ma tu che ne sai?! Che cazzo ne sai?!!
Esce dalla stanza. Sua madre resta immobile. In silenzio. Accanto al
marito immobile nel letto.

34 - VILLETTA ANNA. CAMERA DA PRANZO. INT. SERA.
ANNA ed EMILIO sono a cena. Non si parlano. Mangiano in silenzio, senza
scambiarsi una parola. ANNA tiene lo sguardo fisso su di lui.
EMILIO
(La guarda e continua a mangiare) Perché continui a fissarmi?
ANNA
Che faresti se io morissi?
EMILIO
Mi farei un bel doppiopetto nero
ANNA
Parlo sul serio. Ho l'età che ho e i miei organi non sono più
quelli di una ventenne. Sentiresti la mia mancanza o ti troveresti subito
un'altra moglie, magari più giovane che si sintonizzi bene sul
tuo silenzio? Ti troveresti una donna noiosa e perbene come te?
EMILIO
(La guarda) Perché dobbiamo intossicarci pure questa cena?
ANNA
Una muta. Ecco con chi mi sostituiresti. Con una bella signorina muta…
EMILIO
Che cosa ti fa pensare che quello che dici sia più nobile di un
sano silenzio?
ANNA
Il tuo silenzio non é né sano né nobile. E' pigrizia
esistenziale…
EMILIO
D'accordo…
ANNA
Non darmi la ragione dei deficienti!
EMILIO
Sono stanco
ANNA
Ho deciso di lasciarti. Questa volta vado fino in fondo…
EMILIO
(Una pausa) Senza di me non ci sai stare…
ANNA
Ah no?!
EMILIO
No. E non perché sei debole come ti piace pensare!
ANNA
Ah no? E allora perché? Sentiamo il professore!
EMILIO
Perché mi vuoi ancora bene… Mi dispiace dirtelo ma è così
ANNA
(Una pausa, presa in contropiede) Io non ne sarei così sicura
EMILIO
E' un vero peccato! Vivresti molto meglio se lo sapessi riconoscere!
ANNA
Ormai ho deciso. Noi non stiamo più insieme a partire da questo
momento. Da ora. Hai capito?…
EMILIO
Si
ANNA
E allora?
EMILIO
E allora non sono d'accordo…
Lei lo guarda. Sorpresa e disorientata.
ANNA
Non sei d'accordo
EMILIO
No…
Squilla il telefono.
ANNA
(Una pausa) E a me che me ne importa se non sei d'accordo?
Emilio si alza e va a rispondere.
EMILIO
E' per me…
Anna lo guarda spiazzata. Restiamo sul suo primo piano. Sola al centro
della tavola.
ANNA
A me non me ne importa proprio niente se non sei d'accordo. (Urla al marito,
ormai lontano) Hai capito che ho detto? Non me ne importa niente!!
Nessuna risposta.
Sentiamo un telefono riprendere a squillare.
35 - CASA CARLO. SOGGIORNO. INT. SERA.
Lo squillo del telefono prosegue fuori campo.
Carlo è seduto sul divano. Guarda pensieroso in direzione della
finestra. La tenda ondeggia smossa da una leggera brezza. Fuori campo
sentiamo Giulia cantare una canzone.
36 - CASA ARIANNA. CORRIDOIO. INT. SERA.
Siamo in casa di ARIANNA. Una casa piccola e arredata con pochi soldi
e molto gusto. Il telefono sta squillando. La m.d.p. avanza lungo il corridoio,
in direzione del telefono. Si sentono delle risatine fuori campo. Quindi
dei passi in avvicinamento. ARIANNA entra in campo di corsa. Raggiunge
il telefono e risponde. E' in mutande e maglietta. Ride ancora.
ARIANNA
Pronto?…
37 - CASA PAOLO. CAMERA PAOLO. INT. SERA.
Dall'altro capo della linea PAOLO è al telefono. E' seduto sul
bordo del suo letto. Resta in silenzio per qualche secondo, senza aggiungere
altro.
Ascolta in silenzio il respiro di lei.
PAOLO
Sono io.
ARIANNA
Che vuoi?
PAOLO
Stai calma. Volevo chiederti scusa per oggi…
ARIANNA
Non voglio saperlo. Non voglio più sapere nulla delle tue scuse,
della tua angoscia e tutto il resto.
PAOLO
Posso venire da te?
ARIANNA
No!
PAOLO
Perché no?! Chi c'è là?! Stai con qualcuno?!
ARIANNA
Si
PAOLO
Che state a fa?!
ARIANNA
Per favore!
PAOLO
Dimmelo!
ARIANNA
Vuoi sapere se c'ho appena fatto l'amore?! Si! La risposta è si.
Ti senti meglio? Che altro vuoi sapere?
Una pausa. PAOLO non riesce a ritrovare la voce.
ARIANNA
Hai perso la voce?
PAOLO
(Un filo di voce, appena percepibile) No…
ARIANNA
La prossima volta prima di chiamarmi, pensaci due volte…
PAOLO
Ma non pensi mai a me mentre fai l'amore con gli altri?
ARIANNA
(Una pausa) No!
PAOLO
No! E certo! Senti mi sa che io parto e sto fuori per un po'. Finché
non sto meglio. 'Sta volta parto davvero!
ARIANNA
(Sorride al ragazzo che si affaccia in jeans e torso nudo nel corridoio)
Mi sembra una buona idea…
PAOLO
Ti sembra una buona idea…
ARIANNA
Così non puoi andare avanti… Questo è sicuro
PAOLO
Lo penso anch'io.
ARIANNA
Non chiamarmi più. E' l'unica cosa che ti chiedo.
PAOLO
Dov'è che ho sbagliato?
ARIANNA
Il mondo è pieno di donne che ti meritano più di me! Trovati
una di loro e sposatela. Ti saluto… Ciao
E riaggancia.
PAOLO resta immobile, l'orecchio incollato alla cornetta. All'improvviso
si alza in piedi ed esce dalla stanza. Attraversa il corridoio.
Sua madre si affaccia alla porta della cucina. Lo osserva senza dire nulla.
ADELE
Riesci?
Paolo raggiunge la porta, la apre e va via sbattendola.
Il volto della madre.
38 - CASA ADRIANO. BAGNO. INT. SERA.
Adriano è seduto sul ciglio della vasca da bagno.
Immobile. Fuori campo si sente il pianto del bambino. Lui è in
uno stato catatonico. Sembra non sentire nulla.
Improvvisamente si sente bussare alla porta.
LIVIA OFF
(Nervosa) Adriano?! Saranno venti minuti che stai chiuso lì dentro?!
Ma ti senti bene? Adriano?!! Mi rispondi almeno?!
ADRIANO
Sto bene!
LIVIA OFF
E allora vieni a darmi una mano! Ho bisogno di te! Ha fame! Esci fuori
e aiutami!
Stacco
Adriano apre la porta del bagno e incontra lo sguardo teso di LIVIA.
ADRIANO
(Guardandola negli occhi, con aria fintamente sorridente) Che devo fare?
39 - STRADA. EST. SERA.
PAOLO sta correndo lungo un marciapiede. Corre veloce, come un pazzo.
Passa davanti ad una serie di locali notturni affollati da ragazzi.
40 - CASA ADRIANO. SOGGIORNO. INT. SERA.
ADRIANO cerca di cullare il bambino, che però continua a piangere
tra le sue braccia.
ADRIANO
(Al bambino, cullandolo con energia) Calmati… calmati. Adesso stai con
papà. Stai con papà!
Il bambino continua a piangere. Adriano si rivolge a Livia, che sta chiudendo
il biberon.
ADRIANO
Ma perché piange così?!
LIVIA
Perché non lo sai distrarre!
ADRIANO
E come lo distraggo?!!! Piange come gli stessi strappando i capelli!
LIVIA
(Li raggiunge col biberon in mano) Se stessi di più con lui impareresti
a saperci fare!
ADRIANO
Si perché in caso mi ci lasci con lui!
Glielo sfila dalle mani.
LIVIA
(Parlando al figlio) Ecco la mamma con la pappa! Eccoci qua…
Si siede su una poltrona e infila il ciuccio nella bocca del bambino,
che immediatamente si calma.
LIVIA
Non mi chiedere più di seguirti in giro per feste, matrimoni, comunioni
e cresime! Adesso è stranito e non ci farà dormire neanche
stanotte! Ci pensi tu a riaddormentarlo!
ADRIANO
Ci penso io, certo!
LIVIA
Ma se di solito neanche lo senti! Ma che parlo a fare, io? E' come parlare
ad un mulo! Come compagno di vita a te c'ho ormai rinunciato. E' lui che
forse meritava qualcosa di più come padre…
Il bambino le sorride e ciuccia contento. Adriano la guarda.
ADRIANO
Si, eh?
LIVIA
Si! Meritava qualcosa di più!
ADRIANO
Lo sai che c'è una novità?
LIVIA
Ah si?
ADRIANO
Io non ti amo più! Quando la mattina apro gli occhi e ti trovo
nel letto, mi viene l'angoscia! Che cazzo sei diventata da quand'è
nato lui?! Io non ti riconosco più!
LIVIA
(Lo guarda gelida) Neanch'io ti riconosco più! Pensavo fossi un
po' meglio, francamente!
Adriano la guarda con gelo.
ADRIANO
Benissimo! Io esco! Non mi cercare!
Va veloce verso l'ingresso.
LIVIA
Ma chi ti cerca?! Guarda che se esce da quella porta mi incazzo come una
bestia!
ADRIANO
Sai che novità!!!
LIVIA
Adriano!
Adriano apre la porta ed esce sbattendola. Livia resta sola col figlio.
41 - STRADA PALAZZO ARIANNA. INT.SERA.
PAOLO continua a correre lungo il marciapiede. Raggiunge il portone di
un palazzo ed entra.
42 - PALAZZO ARIANNA. INT. SERA.
Paolo sale di corsa le scale del palazzo. Sale i gradini due alla volta
e raggiunge la porta d'ingresso di un'abitazione. Ha il fiatone che gli
squarcia il petto. Non riesce neanche a tenersi in piedi. Suona il campanello.
Trascorre qualche attimo. Cerca di riprendere fiato. Al di là della
porta si sente una voce maschile.
VOCE RAGAZZO
Chi è?
PAOLO
(Senza riuscire neanche a riprendere fiato) Il vicino…
Si sente la serratura scattare. PAOLO si scaglia contro la porta aprendola
e investendo il ragazzo che gli ha appena aperto.
PAOLO
Te levate!
Si precipita nella cucina.
ARIANNA era seduta davanti ad una pizza al cartone. Si è appena
alzata, spaventata. E' in mutande e maglietta.
PAOLO
Non dire niente!
ARIANNA
Che sei venuto a fare?
PAOLO
Non lo so! Non lo so!!! Sono venuto a dirti che passeranno i mesi, passeranno
gli anni. Forse mi odierai per tutta la vita! Forse un giorno invece riuscirai
a ripensarci! E allora io
sarò qui ad aspettarti! Sarò sempre qui ad aspettarti! Hai
capito?!!
ARIANNA
(Un filo di voce) Tu sei impazzito…
Paolo le afferra con forza il viso tra le mani.
PAOLO
Non so starci senza te!!! Non so starciiii!!!!!
Cerca di baciarla con forza. Lei lo evita contorcendosi su sé
stessa.
RAGAZZO
(Urla) Lasciala!!!
PAOLO
(Le urla forte) Io ti amooo!!!
Paolo la lascia e indietreggia smarrito.
PAOLO
(Improvvisamente più calmo) Io ti amo. Ti sei mai sentita come
mi sento io adesso? Ci devi passare per capire…
ARIANNA
Paolo vattene…
PAOLO
(Una pausa) Vuoi che me ne vado?
ARIANNA
Si
Paolo la guarda. Annuisce appena.
PAOLO
Ok. Me ne vado! Me ne vado
Indietreggia confuso, passa accanto al ragazzo di Arianna.
PAOLO
Prima o poi tocca pure a te!
Esce dall'appartamento sbattendo violentemente la porta.
ARIANNA e il ragazzo restano al centro della cucina. Sconvolti e spettinati.
43 - CASA CARLO. SOGGIORNO. INT. SERA.
CARLO e GIULIA sono seduti sul divano del salotto. Lei tiene la testa
appoggiata alla pancia di Carlo. In sottofondo sentiamo canzoni stile
Sturdust Memories.
GIULIA
(Leggendo) …La gravidanza è sempre una situazione nuova. In questo
periodo anche le donne più forti sono costrette a fare i conti
con una emotività tumultuosa, con ansie, preoccupazioni che, viste
dal di fuori, possono sembrare sproporzionate. Ma non tenetevi tutto dentro:
parlarne con qualcuno è già un buon sistema per esorcizzare
le paure o, almeno, per evitare che ingigantiscano.
Giulia si ferma e lo guarda.
GIULIA
Hai capito?
CARLO
…Dice che non ti devi tenere tutto dentro…
GIULIA
(Lo guarda) E se ci comprassimo una casa tutta nostra?
Il viso di Carlo.
CARLO
Eh?
44 - CASA ALBERTO. CAMERA DA LETTO / INGRESSO. INT. SERA.
ALBERTO sta facendo l'amore con Gemma. Lei lo stringe forte a sé.
GEMMA
Vieni! Vieni quando vuoi! Vieni quando vuoiii!!!
Si sente il campanello della porta suonare all'improvviso, con insistenza.
Alberto si ferma.
GEMMA
Chi è?
ALBERTO
(Una breve pausa) Non lo so!
Il campanello suona ancora.
ALBERTO
(Ad alta voce) Chi è??!!
Da fuori sentiamo la voce di Adriano.
VOCE ADRIANO
Sono io!
Alberto resta fermo per qualche istante.
ALBERTO
Porcaputtana!
Ricomincia a muoversi su Gemma.
GEMMA
Chi è?
ALBERTO
Un mio amico. Non ti preoccupare! Tutto a posto!
Si sente di nuovo suonare alla porta.
ALBERTO
(Ad Alberto, continuando a fare l'amore) Aspetta!
GEMMA
(Lo ferma) Oh! Così non si può fare!
ALBERTO
Hai ragione! Vado a sentire che cazzo vuole e torno!
Si alza e va alla porta. Si infila veloce dei pantaloni.
GEMMA
Io che faccio?
ALBERTO
Aspettami! Lo mando via e torno!
Esce dalla stanza e richiude la porta.
Gemma non sa che fare. Incontra per caso la sua immagine riflessa nello
specchio. Si sente ancora suonare alla porta.
ALBERTO
Ecco porcaputtana!!!
Apre la porta d'ingresso e ADRIANO entra come un uragano. Senza neanche
dargli il tempo di spiegargli.
ADRIANO
E' finita! (Avviandosi verso il salotto) 'Sta volta è finita davvero!
Dà un cazzotto al muro.
ADRIANO
(Urla) Non ne posso più!
Si getta sul divano. In giro per la stanza centinaia di cartucce della
play station, compact disc, floppy ecc.
ALBERTO
(Lo guarda) Avete litigato di nuovo
45 - CASA CARLO. SOGGIORNO. INT. SERA.
Carlo e Giulia sono ancora seduti sul divano. Lei è seduta con
le gambe incrociate e lo guarda negli occhi.
GIULIA
Il lavoro ti sta andando bene. Se comprassimo una casa con un mutuo spenderemmo
più o meno quello che spendiamo oggi d'affitto
CARLO
(Una pausa) Mi mette l'angoscia pensare a cose irreversibili…
GIULIA
Stiamo per diventare una famiglia. Non è una cosa da poco!
CARLO
(Una pausa) Non ho mai pensato che fosse una cosa da poco…
GIULIA
E allora qual'è il problema? Vendono una casa a cento metri da
qui. Domani potremmo andare a vederla e farci un'idea. Che dici?
Il viso di Carlo.
46 - CASA ALBERTO. SOGGIORNO. INT. SERA.
ALBERTO e ADRIANO sono seduti sul divano. Stanno fumando una canna. Guardano
il soffitto.
ADRIANO
Saranno sette mesi che non facciamo l'amore! Una volta mi sono sbagliato
e l'ho chiamata mamma. E' stato orrendo!
ALBERTO
Se non ci fosse il bambino vi sareste già lasciati
ADRIANO
Il bambino è un'esperienza pazzesca! E' lei che l'ha presa così!
Perché l'ha presa così? E' diventata come tutte le vecchie
madri rompicazzo del mondo…
ALBERTO
Perché?
ADRIANO
(Con rabbia) Non lo so!
Si sente squillare il telefono. Alberto solleva la cornetta e risponde.
ALBERTO
(Rabbioso a sua volta) Pronto!
47 - STRADA. EST. SERA.
PAOLO cammina veloce lungo un marciapiede. Ha il viso pieno d'angoscia.
PAOLO
(Affannato) Stai a casa! Sto passando da te!
Riaggancia.
48 - CASA ALBERTO. SOGGIORNO. INT. SERA.
Alberto resta con il telefono appeso.
ALBERTO
Pronto?
Alle sue spalle vediamo aprirsi la porta della sua stanza. Appare Gemma.
E' ancora un po' spettinata ma rivestita. Alberto e Adriano si voltano
e la guardano.
GEMMA
Che devo fare?
49 - CASA CARLO. CAMERA DA LETTO. INT. SERA.
CARLO si sta sbottonando la camicia nella camera da letto. Guarda fuori
la finestra. Alle sue spalle GIULIA è distesa sul letto a pancia
sotto. Legge un'inserzione su un giornale.
GIULIA
…Questa è un'altra: Villetta rimodernata. Parquet. Cento metri
quadrati. Zona Cassia. Doppi servizi. Giardinetto 30 metri quadri! Potremmo
anche prenderci un cane! Che dici amore?
La m.d.p. si avvicina lentamente a CARLO, che le da le spalle e continua
a guardare fuori dalla finestra.
Entra in campo la quinta di Francesca. Si avvicina a lui e gli mette una
mano sulla spalla.
FRANCESCA
Domani vieni a prendermi a scuola?
Carlo continua a guardare fuori.
GIULIA
…posto auto, ripostiglio. 900 milioni. Oddio quanto! Un po' troppo, eh?
(Porta lo sguardo su di lui) Forse si…
Carlo continua a guardare fuori. Solo davanti la finestra.
VOCE FRANCESCA FUORI CAMPO
Vieni o non vieni?
Fuori campo si sente lo scampanellio della porta di Alberto.
50 - CASA ALBERTO. INT. SERA.
Adriano apre la porta di casa. Paolo entra con passo deciso. E' stravolto
e sudato.
ALBERTO
Che è successo?
Paolo non gli risponde. Raggiunge il salotto. Sfila la canna dalle dita
di Adriano e dà un lungo tiro.
Quindi si accascia sulla poltrona.
GEMMA
(Alzando appena la mano) Ciao…
ADRIANO
Lei è Gemma…
Paolo la guarda. Annuisce e torna a guardare gli amici.
PAOLO
Ho deciso di partire
ADRIANO
Ma dai!
PAOLO
Non mi fare "ma dai" con quella faccia perché mi fai
venì il nervoso! 'Sta volta sento che sto a fa' sul serio! Te invece
che stai qui a quest'ora che cazzo hai fatto? Te lo dico che hai fatto!
Hai scazzato di nuovo con Livia!
ADRIANO
Non la sopporto più!
PAOLO
E' una rompicazzo! Te l'ho sempre detto! E tu sei infelice! Non provare
a dirmi che sei felice perché rido che mi viene un ictus. No, bello,
non sei felice neanche per il cazzo e hai l'ottanta per cento dei motivi
per mollare tutto e venire con me. (Ad Alberto) E ci vieni pure te!
ALBERTO
Ma dove?
PAOLO
Sta bono! Ma ti sei visto?! Volevi lavorare a Green Peace e sei finito
a piratare cd rom e a scoparti ogni giorno una diversa ripetendoci da
dieci anni che nonostante tutto c'è qualcosa che ti continua a
mancare! E grazie! Che cazzo pensi di trovare, andando avanti così?
Ti vuoi ritrovare a cinquant'anni patetico e represso col riporto e la
vita desertificata?! Te vieni con me e non rompi il cazzo!
ALBERTO
(A Gemma) Non è vero che mi scopo ogni giorno una diversa
PAOLO
(A Gemma, grave) Purtroppo è così, carina. E' meglio saperle
subito certe cose.
ALBERTO
(A Gemma) Lo dice per mettermi in imbarazzo
GEMMA
(Lo guarda gelida) Non me ne frega niente. Io faccio lo stesso
PAOLO
Ecco fatto vi siete trovati. Meglio così. (Urla) Oh!
ADRIANO
Che è?!
PAOLO
Io lo so che sono anni che lo dico, ma io qui sto sclerando di brutto,
io non ce la faccio più! Io porcocazzo svalvolo davvero se resto!
O partiamo adesso o non partiamo mai più. Ricordatevi di queste
parole. O partiamo adesso o non partiamo proprio più! E' l'ultima
chance che abbiamo. Non abbiamo più vent'anni e per fortuna non
ne abbiamo ancora quaranta! Che a quaranta la vita è bella che
andata, l'abbiamo sempre detto. Io ho bisogno di scrollarmi via l'angoscia
della malattia di mio padre e di starmene per un po' lontano da qui! Punto.
Questo è tutto. Che c'è di male?! Che sarà mai?!
Chiedo solo di partire!
Adriano, Gemma e Alberto lo guardano. Immobili.
PAOLO
State a venì con me?
I visi dei due amici.
51 - CASA CARLO. CAMERA DA LETTO. INT. SERA.
Giulia e Carlo sono a letto. Guardano il soffitto.
GIULIA
Pensi che posso essere noiosa?
CARLO
(Una pausa) Perché?
GIULIA
Perché non sono abbastanza ambiziosa. Mio padre m'ha sempre detto
che una donna per sopravvivere dovrebbe esserlo. Sono troppo semplice?
CARLO
Non sei semplice per niente, tu
GIULIA
(Una pausa, guardandolo) Hai mai pensato di tradirmi?
Lui la guarda.
GIULIA
Ci devi pensare per rispondermi?
CARLO
(Una pausa) No che non ci devo pensare…
GIULIA
E allora?
CARLO
E allora la risposta è no
GIULIA
Perché no?
CARLO
(Una pausa) Perché sono innamorato di te
GIULIA
E quando sarai attratto da un'altra?
CARLO
Perché dovrei esserlo?
GIULIA
Perché potrà succedere.
CARLO
(Una pausa) Potrà succedere a te…
GIULIA
(Un'altra pausa. Si stringe nelle spalle) Ma so che non succederà…
CARLO
E perché?
GIULIA
Perché sono più forte di te. (Sorride) Lo sono sempre stata
e sempre lo sarò
Lui la guarda e lei sorride.
GIULIA
E se un giorno scoprirò che mi tradisci, t'ammazzo…
Lui sbotta in un sorriso incredulo.
GIULIA
(Sorride) Hai capito?
CARLO
(La guarda negli occhi) Si…
GIULIA
(Una pausa) Vuoi dormire, amore? Hai gli occhi rossi
Carlo la guarda. Giulia lo guarda e gli carezza il viso.
GIULIA
Buonanotte amore mio…
52 - VILLETTA ANNA. CAMERA DA LETTO. INT. NOTTE.
Emilio è a letto. Si rigira su un fianco.
EMILIO
Buonanotte…
Spegne la luce. Anna è seduta davanti alla sua toletta. Si strucca
guardandosi allo specchio. I suoi movimenti rallentano. Si ferma e si
osserva in silenzio. Inquadriamo il suo viso in primo piano.
Grazie ad un cambio di fuoco notiamo una sua foto da giovane incastrata
nella cornice dello specchio. Anna a vent'anni sorride divertita verso
l'obiettivo.
53 - GIARDINO LAGHETTO EUR. EST. NOTTE.
PAOLO e ADRIANO scalcano la recinzione del giardino del laghetto dell'EUR.
Alle loro spalle, lontani, lungo la via, intravediamo Gemma che ferma
un taxi in compagnia di Alberto. Paolo salta giù dalla rete e si
volta verso Alberto.
PAOLO
(Urla) Hai fatto?!
Adriano si lancia dall'alto della recinzione e atterra accanto a Paolo.
Alle loro spalle Gemma entra a bordo del taxi. Alberto la saluta con un
ultimo gesto della mano e si mette a correre verso di loro. Paolo e Adriano
riprendono a camminare dandogli le spalle.
PAOLO
(Ad Adriano) Marco è ormai andato. Te stai sul baratro e Carlo
si può provare a recuperarlo
ADRIANO
Ma partire quando?
Alle loro spalle Alberto si attacca alla rete e cerca di scavalcarla.
PAOLO
Il prima possibile.
ALBERTO
(Arrampicandosi sulla la rete) Oh aspettate!
PAOLO
Prendiamo la barca e andiamo in Turchia, andiamo a lavorare nel volontariato
in Africa, torniamo in Patagonia, apriamo una scuola di sub in Polinesia,
qualcosa faremo! Di sicuro non ci intristeremo!
Alberto si lancia dall'alto della recinzione e atterra alle spalle dei
due.
ALBERTO
Ha detto che siamo tre coglioni…
PAOLO
(Si ferma e si volta verso l'amico) Meglio coglioni che infelici! Ricordatelo!
Stacco
Paolo, Adriano e Alberto sono sul bordo della cascata. Guardano verso
la città.
PAOLO
Il segreto è pensarci il meno possibile. Che se ci pensi ti vengono
i dubbi, non parti più e ti ritrovi a sessant'anni che sei tuo
padre clonato e se ripensi a quello che potevi fare e non hai fatto, ti
intristisci a morte e ti sputeresti in faccia perché ormai è
andata e lo sai!
ADRIANO
Quanti soldi servono?
PAOLO
In Tanzania con dieci milioni ci vivi due anni. Qui ci campi cinque mesi
e sei pure incazzato! Una volta fuori decidiamo che fare. Se tornare o
continuare…
Urla all'improvviso, in direzione dei palazzi che si stagliano lontani
sullo sfondo. Adriano e Alberto lo osservano.
ADRIANO
Potrei prendere un'aspettativa dal lavoro…
PAOLO
Potresti prendere un'aspettativa dal lavoro. Qui hai casa, un lavoro,
una moglie rompicazzo e un figlio che ti aspetta. (Lo guarda) Però
lo sai anche te che è solo una la cosa che c'è da fare!
ALBERTO
E' andarsene
PAOLO
E' andarsene!
Paolo urla ancora, rivolto ai palazzi lontani.
ALBERTO
(Mentre Paolo urla) Dobbiamo solo deciderlo!
PAOLO
(Continua ad urlare) Siete tutti morti dentrooo!!!!
ALBERTO
(Urla anche lui ai palazzi) Vaffanculoooo!
ADRIANO
(Urla forte, all'improvviso) Vaffanculooo!!!
I tre restano qualche attimo in silenzio, guardando avanti a loro.
ADRIANO
Mandiamo a 'fanculo tutto e partiamo…
ALBERTO
Ce la possiamo fare…
PAOLO
Ce la possiamo fare
La m.d.p. li inquadra da dietro. Paolo urla ancora, forte, rivolto verso
i grattacieli in lontananza. Gli altri due fanno lo stesso.
Vediamo i loro corpi in silouette davanti la città.
Dissolvenza
54 - PARCO. EST. NOTTE / ALBA / MATTINA
Inquadriamo la città dalla stessa angolazione. Con una vertiginosa
accelerazione di velocità (Time lapse), assistiamo al sorgere del
giorno sulla metropoli.
55 - BULGARI. UFFICIO LUISA. INT. GIORNO.
Anna e Luisa camminano lungo il corridoio dell'ufficio di Bulgari presso
cui Luisa lavora. Fuori campo si sente un telefono squillare.
ANNA
(Sottovoce, seguendo l'amica) Da sola non riesco a lasciarlo. Non ce la
faccio! L'unica cosa è rivedermi con Eugenio…
LUISA
(La guarda) Con Eugenio?!
ANNA
Si!
LUISA
Saranno due anni che non lo vedi!
ANNA
Quasi tre
LUISA
Ti ci vuole una storia che parta da zero senza strascichi e rancori!
ANNA
E' stata la storia più importante che ho avuto da quando mi sono
sposata...
LUISA
E' semplicemente stata l'unica…
ANNA
Appunto. Se da qualche parte devo partire, preferisco farlo da lì.
Non me lo sono mai tolto dalla testa. Ogni tanto ancora me lo sogno. (La
guarda) Qualcosa vorrà dire.
Luisa la guarda, entra nel suo ufficio seguita da Anna e risponde al
telefono.
LUISA
Bulgari buongiorno
56 - AGENZIA PUBBLICITARIA. SALA RIUNIONI. INT. GIORNO.
ADRIANO e CARLO sono seduti in una sala riunioni dell'agenzia. Intorno
al tavolo almeno altre dieci persone.
DIRETTORE CREATIVO
(Parla rivolto ai clienti) Bisogna far passare un'informazione. Un'informazione
chiara. E l'informazione è che qui si parla finalmente di un maxistecco
diverso.
CARLO
Più cremoso e gustoso di tutti gli altri. Ma non è il sapore
a rendercelo diverso ma la densità! Allora abbiamo pensato ad uno
slogan che accompagni l'intera campagna! Pensato anche come teaser. (Apre
una cartella e rivela il bozzetto del logo) " CREMOSO DA INGOIARLO
INTERO! "
DIRETTORE CREATIVO
(Ai clienti) Cremoso da ingoiarlo intero!
Il direttore delle vendite li guarda. ADRIANO, seduto accanto a Carlo,
guarda distratto da un'altra parte. Chiudiamo sul suo viso sotto macchina.
Alle sue spalle, sfocati, Carlo e il Direttore creativo continuano a parlare.
CARLO
Dopo due mesi di riempimento degli spazi, sveliamo che si tratta del maxistecco
Regina!
DIRETTORE CREATIVO
Sarà una bomba!
CARLO
Sarà una bomba
57 - FABBRICA PAOLO. OFFICINE E AMMINISTRAZIONE. INT. GIORNO.
Paolo attraversa il capannone di una fabbrica di vassoi in plastica per
mense aziendali. Avanza veloce, ha l'aria vivace e tesa allo stesso tempo.
Sale delle scale ed entra nella zona degli uffici.
Incontra una segretaria.
PAOLO
Mio zio è dentro?
SEGRETARIA
Buongiorno! Si, è dentro…
Paolo prosegue lungo il corridoio.
SEGRETARIA
(A Paolo che si allontana) Ho lista lunghissima di persone che hanno chiamato
per lei. Vuole vederla subito?
PAOLO
No…
SEGRETARIA
La vuole vedere più tardi?
PAOLO
Si! 'St'altr'anno!
La segretaria si ferma in mezzo al corridoio. Paolo prosegue veloce verso
la porta di un ufficio. E' teso e nervoso. Raggiunge la porta. E' aperta
e lui si ferma sull'uscio. Suo zio è un uomo basso, con le caratteristiche
degli italiani di una volta. Baffi, capelli pettinati e tirati indietro.
Sta scrivendo su un foglio di carta.
PAOLO
Ciao zio
Lo zio alza lo sguardo e lo vede, con sorpresa.
PAOLO
(Sorride) Pensavi m'avevano rapito e invece sono qua!
PAOLO sorride strano, si morde un'unghia, percorre la stanza e si siede
dinoccolato sulla poltrona in pelle. Suo zio lo guarda.
ZIO MIMMO
Che t'è successo invece?
PAOLO
(Lo guarda) Ho deciso di non tornare più. C'ho pensato tanto e
ho deciso così
Suo zio lo guarda negli occhi.
PAOLO
Non voglio più continuare a lavorare qui dentro. Non c'è
molto altro da spiegare.
ZIO MIMMO
(Lo guarda) Questa è anche roba tua!
PAOLO
Lo so…
ZIO MIMMO
E allora che cazzarola dici?!
PAOLO
(Incalza) Ho bisogno di dare un senso alla mia vita. C'è chi nasce
per vendere vassoi per mense aziendali e chi per andarsene dove c'è
sempre il sole
ZIO MIMMO
Tu fai parte della seconda categoria, scommetto!
PAOLO
Non sono nato per vendere vassoi
ZIO MIMMO
Sei nato per dire cazzate! Fai uso di stupefacenti?
PAOLO
Per favore…
ZIO MIMMO
Per favore cosa?! Cos'è 'st'aria di sufficienza?
Vieni qui come se gli altri fossero tutti degli imbecilli! Le cose non
stanno così! Te ne accorgerai!
PAOLO
Va bene
ZIO MIMMO
Il tuo posto è qui dentro dove tuo padre t'ha voluto! Devi abbassarla,
quella testa
PAOLO
(Scuote la testa e sorride irritato) Non ci penso proprio
ZIO MIMMO
E' un dovere! Io ti sto parlando di doveri. Questa è la nostra
attività. E' tutto quello che abbiamo!
PAOLO
A me non mi basta, evidentemente!
ZIO MIMMO
A te non basta!
PAOLO
No
ZIO MIMMO
Se tuo padre stesse bene non ti permetteresti di parlarmi così!
PAOLO
Se mio padre stesse bene gliele direi a lui, queste cose!
ZIO MIMMO
Puoi ancora dirgliele! E' ancora in grado di capirti! Ma invece non lo
fai! Perché non lo fai? Perché non hai i coglioni! E' per
questo che vieni da me! Ma io non posso fare nulla per te! Solo chiederti
di ragionare!
PAOLO
(Una pausa) Puoi darmi il permesso di rimettere la nostra barca in acqua.
Vorrei farla rimettere a posto e partirci. La faccio mettere a posto a
mie spese…
Lo zio lo guarda spiazzato.
PAOLO
Ne ho bisogno per un po' di tempo. Voglio portarla in Turchia.
ZIO MIMMO
Per sederci su questa sedia, io e tuo padre abbiamo dato la vita…
PAOLO
La so portare. Non ti devi preoccupare di nulla
ZIO MIMMO
Ma quanta tristezza mi fai
PAOLO
(Lo guarda) A me mi fai tristezza te…
ZIO MIMMO
Benissimo! Ci siamo detti tutto! Adesso voglio che te ne vai. Vattene!
(Urla forte, batte una mano sulla scrivania e indica la porta) Vattene!
PAOLO
(Lo guarda negli occhi, senza scomporsi) Niente barca, immagino…
58 - AGENZIA PUBBLCITARIA. CORRIDOIO. INT. GIORNO.
Carlo e Adriano camminano lungo un corridoio.
CARLO
Cos'è 'sta cosa che mi devi dire?
ADRIANO
Abbiamo avuto un'idea. Io, Paolo e Alberto
Carlo entra nell'ascensore e schiaccia il pulsante del piano.
ADRIANO
Volevo sapere che ne pensi
CARLO
Di che si tratta?
ADRIANO
Te ne parlo quando torni
La porta dell'ascensore si richiude.
ADRIANO
Torni tardi?
CARLO
No!
Adriano resta fermo davanti alla porta dell'ascensore ormai chiusa. Il
viso pensieroso.
59 / 60 - STRADA. AUTO CARLO. EST. GIORNO.
CARLO è in macchina. Guida pianissimo accanto ad un marciapiede,
davanti all'uscita di un liceo. Guarda con una vena di irrequietudine
in direzione del cancello della scuola. Squilla il suo cellulare. Sobbalza.
Inchioda e afferra il telefono. Sul display lampeggia la scritta CASA.
Risponde.
CARLO
(Ferma l'auto) Giulia?!
GIULIA OFF
Amore volevo ricordarti che alle due e mezza abbiamo l'appuntamento per
l'ecografia.
CARLO
(Guarda l'orologio sul cruscotto. Segna le 13,31) Me n'ero completamente
dimenticato…
I ragazzi iniziano ad uscire dalla scuola.
GIULIA OFF
Te l'ho ricordato anche ieri sera!
Adesso non dirmi che non puoi, eh! Ti aspetto a casa alle due. Sbrigati
che manca poco! Ok? Ok o no?
CARLO
(Una pausa) Si. Ok
GIULIA OFF
T'aspetto! Ciao
CARLO
(Un filo di voce) Ciao…
Riaggancia. Guarda avanti a sé, in direzione degli studenti che
uscendo dal liceo affollano il marciapiede. La m.d.p. si avvicina lenta
al suo volto pensieroso e incerto. L'orologio a quarzo sul cruscotto segna
le 13,32. Ci pensa ancora un istante. Quindi ingrana nuovamente la marcia
e riparte, accelera e sta per invertire la marcia quando, tra i ragazzi
che continuano ad uscire dal liceo, attraverso lo specchietto retrovisore,
vede FRANCESCA. Inchioda di nuovo. La osserva attraverso lo specchietto.
Lei si sta allontanando nella direzione opposta, da sola. CARLO resta
così per un attimo. Indeciso. Un'auto gli suona col clacson protestando.
Carlo riparte rischiando di fare un incidente con un ragazzino in motorino.
Chiede scusa con la mano e riparte.
Sgomma e, accelerando, raggiunge FRANCESCA da dietro. Lei cammina veloce,
assorta in chissà quali pensieri.
Lui le suona un colpo di clacson. Lei si volta e lo vede. Gli sorride.
Anche Carlo le sorride, con aria furbetta. Si ferma accanto a lei. E'
emozionato. Abbassa il finestrino del passeggero.
CARLO
Stavo passando e t'ho visto…
Lei sorride appoggiandosi allo sportello.
FRANCESCA
Ah, non eri passato per me!
CARLO
Sarei passato nei prossimi giorni!
FRANCESCA
(Sorride) Bugiardo
CARLO
Vuoi un passaggio? Io purtroppo devo correre in un posto ma se vuoi ti
porto dove vuoi…
FRANCESCA
(Sorride) Io abito a trenta metri da qui!
CARLO
Ti ci accompagno! Entra!
FRANCESCA
Sto vicina davvero…
CARLO
Ti ci porto io!
Francesca sorride e sale a bordo.
FRANCESCA
Mi fa piacere vederti!
CARLO
Anche a me…
Si guardando senza sapersi cos'altro dire.
CARLO
Dove vado?
FRANCESCA
Giri laggiù a destra e siamo arrivati
CARLO
Ok!
Lei sorride e lui riparte. Francesca lo guarda, studiandolo.
FRANCESCA
Ieri poi che hai fatto al matrimonio? Ti sei divertito?
CARLO
I matrimoni m'hanno sempre fatto una grande tristezza.
FRANCESCA
Perché?
CARLO
Perché sono la fiera delle belle intenzioni. Grandi amori, gr |