casa delle culture

stagione teatrale 2012-2013

 

08/gennaio 2013 -20/gennaio 2013

 

la cantatrice calva
di Eugene Ionesco
regia Marco Carlaccini
Compagnia Ginepro Nannelli

di Lilith ZULLI

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“La cantatrice calva: si pettina sempre allo stesso modo”

Dall’8 al 20 gennaio, la Compagnia Ginepro Nannelli, gestore della Casa delle Culture nel cuore di Trastevere già dal 2000, ha messo in scena un’acuta e sorprendente versione de La Cantatrice Calva di Eugene Ionesco, la famosa pièce che costituisce l’atto di nascita del Teatro dell’Assurdo.
In questo salotto alto borghese, in cui i protagonisti non sono adagiati su comode poltrone, ma sono scomodamente seduti su piccoli sgabelli, prende inizio una ritmata “danza parodistica”: nonsense e frasi fatte costituiscono la materia prima dei dialoghi tra la Signora e il Signor Smith (Patrizia D’Orsi e Marco Carlaccini) e la Signora e il Signor Martin (Sara Poledrelli e Claudio Capecelatro). Una sorta di gioco infernale, con una serie di reiterazioni e ripetizioni, che fanno procedere in climax e che rendono la sensazione che l’opera stessa si concluda con una sospensione e non con un finale vero e proprio. D’altronde, incombe prepotentemente sulla scena un grande pendolo che, andando talvolta avanti e talvolta indietro, scandisce un tempo ciclico, un tempo non-consumato.
Dopotutto, i personaggi non presentano tratti caratteriali compiuti, non hanno storia e memoria, ma sembrano piuttosto ridotti a marionette dalle buone maniere: se volessimo citare Dario Fo, potremmo dire “Siam felici, siam contenti del cervello che teniamo, abbiam l’elica che ci obbliga ad andar sempre col vento” (Canto degli italioti) . Insomma, diremmo che sono fantocci, zimbelli, a cui questi attori donano pose stilizzate ed espressioni attonite, riuscendo, attraverso la loro performance, ad aggiungere ironia e modernità al testo.
Ancora, colpiscono fortemente, nell’adattamento della Compagnia Ginepro Nannelli, le scelte scenografiche, con l’arredo quasi completamente assente, ridotto a pochi sgabelli e al pendolo. A farla da padrone è, invece, il gioco luci che, attentamente, squadra e inquadra i protagonisti. I costumi sono ancor più ironici: parrucche colorate, gonne trapezoidali, broccati barocchi (quasi a voler alludere all’epoca dello sfarzo e del vuoto per eccellenza).
28/30

la cantatrice calva di Eugene Ionesco, con Marco Carlaccini, Patrizia D’Orsi, Claudio Capecelatro, Sara Poledrelli, Xhilda Lapardhaja, Ludovico Nolfi interventi sonori Claudio Rovagna scena Antonio Belardi costumi Antonella D’Orsi Massimo disegno luci Giuseppe Romanelli Interprete vicario in prova Paolo Parnasi comunicazione Olga Carlaccini aiuto regia Valentina Casadei foto di scena Pino Le Pera regia Marco Carlaccini

SITO UFFICIALE

 

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