Ascendere.

La storia dell’uomo è tutta racchiusa nella tensione all’alto.

Elevarsi, migliorare, scoprire, esperire.

Se dovessi  scegliere di rappresentare graficamente questo concetto non avrei dubbi: una linea,  non verticale, banalmente dal basso verso l’alto, ma diagonale, in progressiva ascesa da sinistra verso destra.

Anna Antonelli, fotografa friulana nata nel 1979, opera una sorprendente selezione da un ipotetico serbatoio di soggetti potenzialmente infinito.

Sceglie la diagonale ma non si lascia influenzare dalla sua geometria, si serve della linea a proprio piacimento regalandoci momenti di illuminazione su alcuni particolari. La ricerca non è scontata, è meticolosa. Anna raccoglie le sue immagini su un arco di tempo molto lungo in una ricognizione improntata a grande umiltà: la fotografia si cala completamente nella realtà assorbendola nelle sue caratteristiche e caricandola di un significato ulteriore.
è la magia delle cose che si manifesta improvvisa in un momento unico fatto dall’unione di un qui e un adesso e per questo irripetibile,  la magia del reale nella sua assoluta semplicità.

La scelta rende unico il lavoro di Anna. La riuscita risiede nel suo sguardo critico, nell’abilità di selezionare un soggetto perché evocativo.

è un percorso al quale assistiamo piacevolmente divertiti: il punto da cui tutto ha avuto inizio ha dato origine ad una linea continua che attraversa oggetti di uso quotidiano, si fa strada tra le persone, le parole, le architetture delle nostre città, la musica che accompagnano i nostri gesti quotidiani.

L’ itinerario è stratificato, un lavoro certosino nel tempo e nello spazio. I primi scatti, analogici su pellicola, risalgono a dieci anni fa e attraversano ogni territorio che abbia attivato l’interesse dell’artista: Barcellona, Londra, Kvar, Novara, Ferrara, Lignano, Udine, Treviso, Palmanova, Venezia, Pordenone, solo per citare alcune location.

L’obiettivo fissa immagini che sentiamo nostre proprio perché così vicine nella vita di tutti i giorni: non c’è noia nella continua scoperta del passaggio lineare. 

Ne vorremmo sempre di più. L’inesauribile curiosità che caratterizza il lavoro di Anna è contagiosa, diventa la nostra curiosità e ci porta a desiderare altri sguardi su altri particolari.

A ben guardare la linea è unica, ininterrotta, in continua ascesa: assistiamo ad una crescita, artistica e personale, dell’artista ma anche dello spettatore, così sorpreso e ammaliato dal mondo che lo circonda ogni giorno e proprio per questo così vicino e personale.

Fabrizia Bettazzi

(Anna Antonelli è stata inviata in passato, come fotografa, ai festival di Torino, Udine e F.F.F. di Bologna)

 

 

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